
MUGELLO – “La morte del motociclista di 29 anni travolto da un cinghiale a Barberino di Mugello non può essere liquidata come una tragica fatalità: è il risultato di un problema strutturale che da tempo denunciamo”.
A dirlo è Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, intervenendo dopo la morte di un uomo di 29 anni a Barberino di Mugello, caduto dalla moto a causa di un cinghiale mentre percorreva la strada provinciale del Galliano (articolo qui).
“Siamo ormai ben oltre la fase dell’emergenza – spiega il vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana – perché la sovrappopolazione dei cinghiali è diventata una realtà stabile e radicata nei nostri territori. Per troppo tempo questo tema è stato letto soltanto come un problema di danni alle coltivazioni, ma oggi è evidente che riguarda direttamente la sicurezza delle persone, di chi si muove sulle strade, in particolare motociclisti, scooteristi e automobilisti”.
“Le misure adottate finora, come le agevolazioni per le recinzioni, sono strumenti utili e necessari – osserva Baragli – ma da soli non sono sufficienti ad affrontare un fenomeno di questa portata. Continuare ad accorgerci della gravità della situazione solo davanti a tragedie come questa non è più accettabile: servono interventi strutturali, coordinati e misure all’altezza del problema”.
Fonte: Fedagripesca Confcooperative Toscana
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 febbraio 2026




2 commenti
Basta con il protezionismo animalista, siamo arrivati al punto che vale di più la vita di un animale che quella di un Cristiano!F
Ho già espresso la mia opinione su questo Social, e non condivido il parere di Baragli.
Il fatto che sia Presidente di Agripesca poco incastra con il problema.
Infatti nella realtà non esamina il problema è non suggerisce nessuna soluzione.