

MUGELLO – Questa sera 25 dicembre all’Autodromo internazionale del Mugello la sesta edizione di “Christmas in the Box – Last Christmas” (articolo qui), l’ultimo Natale con Andrea Cini come dj. L’abbiamo intervistato per raccontare la sua carriera che si intreccia nelle notti mugellane del divertimento di tante generazioni.
Quando inizia la tua attività come Dj? Nel 1972 ad una festa organizzata a Rupecanina. Fui chiamato semplicemente perché avevo i dischi, non perché fossi qualcuno. In casa mia si compravano i vinili e venni chiamato perché avevo il materiale per fare la festa, i dischi appunto. C’erano un centinaio di persone, tutti amici. Poi dal 1979, con i carnevali, si è cominciato seriamente e siamo andati avanti fino al 2016.
Nel 1979 che cosa è successo? In quell’anno fui chiamato a fare una festa a Cafaggiolo. La prima vera festa di Carnevale, dove per me l’emozione era non più solo davanti agli amici e basta, ma persone che non conoscevi, circa 300-400. Venne una bella nevicata e il gruppo di liscio che doveva venire non poté esserci a causa della neve. Dovetti tornare in radio di corsa a prendere i dischi anche di liscio. Si fece le due di notte. All’epoca le due di notte erano un’ora già avanzata, stratosferica. Ma poi andò bene, e da lì non ho più smesso.
Cosa è importante nel tuo lavoro? Il mio lavoro è una delle cose più difficili che ci possano essere, anche se a vederlo da fuori può sembrare: “Mah, mette due dischi, cosa vuoi che sia”. E’ la preparazione, che conta e che è basilare, oggi più di allora. Adesso praticamente hai tutto in mano con un mp3, ma bisogna valutare e capire sempre, oggi come allora, chi hai davanti. E che musica possa volere.
Fai eventi da 40 anni, come sei riuscito sempre a mantenere la sensibilità e il polso della serata, capire quello che in realtà il tuo pubblico voleva? Come ti sei tenuto sempre al passo con i tempi, con le generazioni? Ho recepito un messaggio di un amico di tanti anni fa, che era: “Vola basso, perché se stai basso, se caschi ti fai male poco, se voli alto, male te ne fai”. Ti spiego. Avere davanti tanta gente e sempre, ti porta a pensarti fenomeno. In realtà se sei un fenomeno, sei finito. E’ chiaro, se io vado a Parigi a mettere la musica, domani mattina a Dubai e poi a New York me la devo “tirare” perché sono il numero uno, giro tutto il mondo. Ma se rimani a casa tua e te la tiri, sei finito. Io penso che il segreto sia stato volare basso. Poi sono amico di tutti. Sono uno tra i più fortunati nel mondo perché credo d’avere tantissimi amici reali, quelli che incontri per la strada, che ti fermano, ti salutano e ti chiedono veramente interessati se sia vero che tu lasci o meno, non quelli esclusivamente da Facebook.
Arriviamo all’ultimo evento. Come mai hai deciso di prenderti questo stacco dalla consolle? Bene. Ho fatto 60 anni il 3 novembre e non riesco più a legarmi con i ventenni. Ci riuscirei, ma non ce la faccio, non lo voglio più fare. Ho la fortuna di conoscere ragazzi dai 16 a 90 anni. Credo di essere amico di tutti, ma oggi non ce la faccio più e la stanchezza prevale. Non riuscendo più ad emozionarmi io, credo di non trasmettere più questa cosa al mio pubblico. Allora stacchiamo un attimo, prendiamoci un anno sabbatico, il 2017. E poi vediamo. Se riesco a staccarmi, viva Gesù, è finito, grazie a tutti. Esperienza bellissima conclusa, più di quarant’anni. Credo che non sia da tutti. Mi sono divertito, penso di aver fatto divertire. Se nel 2018 poi c’è un ritorno, una seconda chiamata alla consolle oppure 3-4 feste o serate l’anno, va bene, si ritorna. Poi vediamo che succede. Se viene fuori nel frattempo un personaggio, ben che venga. Perché dal mio punto di vista, sarò un po’ fenomeno ora, cambio il ragionamento che ho detto prima, non vedo un leader. Secondo me, attualmente, non c’è un leader, uno solo che riesca a organizzare un po’ tutto, mettere la musica, a prendere le offese e i complimenti. Attualmente non c’è. E questo è anche brutto, tanti mi chiedono: “Perché non ti sei fatto un ragazzo che possa prendere in mano, che possa continuare il tuo lavoro?” Perché sono pignolo, ho sempre da ridire. Quando ho finito una serata, mi guardo allo specchio e dico: “Ho sbagliato questa sera, questo pezzetto l’ho sbagliato. Qui s’è fermata quasi la pista. Non deve succedere”. Sono critico con me stesso, figuriamoci con qualcun altro.
Quindi non hai pensato mai di avere un pupillo, un allievo? Sì sì, negli anni è venuta tanta gente, anche bravi. Però ho dei metri. Quando uno lo fai schiantare, se ha l’amore, rimane; se non ha l’amore, è finito. Facile dire: “Quando tu smetti te, questo lo prendo io”, ma non è così, perché “questo” si deve conquistare. Non è un passaggio di carte. Mettere l’emozione ad una festa non è una cosa semplice, continuo a dirti. Mettere 20 dischi che sono quelli che vanno di moda, riesce a tutti e sono tutti bravi. Ma il difficile non è mettere il disco, ma levarlo. Il problema è sapere tenere sempre la pista ad alti livelli e far muovere la gente, senza stancarla. Uno degli ultimi complimenti, tra i più belli di tutta la mia carriera, mi è arrivato da una ragazzina, figlia di amici che ho trovato tempo fa in giro per il Mugello. Mi raccontarono che la loro bambina, che ha 23 anni, a cena parlando del mio fine carriera, disse: “Mi dispiace, perché con il Cini ci si diverte anche da sani”. Questa è una cosa che mi avrebbe dato voglia e l’energia di fare altri 20 anni. Un complimento bellissimo.
Come sarà questa festa Last Christmas, cosa viene fatto? Nulla di nulla, non propongo luci strabilianti, schermi e compagnia bella. Il divertimento è la gente, che deve dire: “Senti che bella musica, senti come mi diverto”, si socializza, si sta insieme, si canta. Questo è una cosa che con me si fa sempre. Uno mi disse: “Con te Cini non sono serate, sono concerti. La fai finita di farli cantare, che si sentono da piazza del Mercato?” L’ultimo Natale sarà sempre questo, una nottata dove s’è cantato per tutto il tempo. Poi se c’è la luce bianca, verde o rossa, a me non interessa.
Special Guest? Quest’anno ho un ragazzo, Charles T, Carlo Tagliaferri di Borgo, che suonerà un po’ per me. E’ uno bravo, secondo me. Perché amo lui? Perché è un ragazzino che è dieci anni che fa questo filone. Lui fa quello, non gliene importa niente di mettere la Carrà per capirsi. Se lo vuoi o se non lo vuoi, lui è sempre quello. Non è come tanti: “Ma io faccio questo” e poi vai a cascare su altra roba. E’ la prima volta che chiamo uno e lo faccio suonare alla mia consolle, soprattutto la notte di Natale che dal ’92 è la festa più longeva del Mugello, attualmente.
La prima festa di Natale con questa formula fu nel 1992, dove? All’H2 a Scarperia. Convinsi il titolare Pacini a farla la sera di Natale, che era venerdì. E lui non la voleva fare: “Ma chi vuoi che venga?”, disse. Si fece 400 persone, che non erano tante a dire il vero per l’H2, che in quegli anni era il non plus ultra della Toscana e forse anche oltre. L’anno dopo, a settembre, il mitico Angiolino Cocchi insieme ad Andrea Parigi mi chiamarono per portare quella notte al Teen Club a Borgo e mi convinsero a farla con la formula anni ’60, con apertura alle 22.00 e non alla mezzanotte. Quella sera ero a cena con la mia famiglia, suonò il telefono di casa alle nove e mezzo, all’epoca non c’erano cellulari. Chiamò Angiolino disperato perché c’erano già le scale piene con gente che voleva entrare. E feci le cinque del mattino in quella che sarebbe diventata la festa cult del Mugello, l’apoteosi di tutte le feste mugellane.
E il prossimo Natale? Vediamo. Ecco c’è una cosa che voglio però specificare. Ho il copyright di queste notti. Sento dire in giro: “Il prossimo anno si fa noi, si piglia qui, si prende lì. Io faccio…” No. Il copyright ce l’ha ancora il Cini. Su Carnevale, Natale e Festa dei Vicari a Scarperia. Deciderò come fare. Ma il 2017 rimane l’anno sabbatico. Natale prossimo spero di essere al Polo Nord a trovare Babbo Natale, come a Carnevale ho già preso una settimana e sarò via, per uscire un po’ da qui. Poi, mai dire mai.
Ultime due domande. Ultimamente c’è una pubblicità che sta girando un po’ ovunque sulle potenzialità delle nuove tecnologie informatiche per chi fa musica. Con una serie di pad, una giovane dj mixa le varie tracce su questi strumenti e viene fuori qualcosa di bello, e al tempo stesso impressionante, che mi ha colpito. Cosa ne pensi? Io lavoro con la Ferrari del momento che c’è in tecnologia oggi per i dj, perché è la creatività assoluta. E’ bellissimo trovare un dj che mette un vinile, è la cosa più bella al mondo, non c’è paragone. Ma è altrettanto vero che non c’è paragone su quanto sia costruttiva la nuova tecnologia. Considera che oggi si trovano tutti gli strumenti, anche la sola voce, di un singolo pezzo. Tu misceli tutto e viene fuori la fine del mondo.
Quindi quando sei sul palco non c’è una soluzione “vintage”? No, assolutamente no. E’ tanto più divertente usare la tecnologia attuale. A me piace trovare contatto con la gente, odio starci staccato. Voglio che la gente sia accanto a me, mi rompa le scatole; chiamo il buttafuori, ma ho un piacere immenso che quelli mi vengano intorno. Magari sei più programmatore che dj, ma fai delle cose strepitose, fantastiche, riesci a metterci dento quello che vuoi. Il mio strumento ha 64 loop, cioè 64 voci che io posso mettere insieme ad un pezzo, più altri quattro pezzi che girano. Io lo conosco al 52% il mio strumento, non di più. Ma con questi 4 canali fissi aperti puoi fare realmente quello che vuoi dal punto di vista della creatività. Con il vinile dovevi cercare il tempo, misurare, ritornare. Il mio strumento mette subito tutto a tempo, quindi tu fai solo lavoro di costruzione e riesci a creare di tutto, perché la testa è concentrata esclusivamente a fare quello. Non sei più solo un dj, sei un creativo. Ti faccio un esempio. Prendi Like a Virgin di Madonna, con la base cappella, quindi solo con lei che canta. Sotto ci puoi mettere dieci tamburi come cinquanta. Due violini. Qualsiasi cosa.
A sentirti però la passione è non svanita. No, ma ti confermo che il 2017 sarà sicuramente l’anno sabbatico, e questo 2016 il Last Christmas.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 dicembre 2016






3 commenti
chi e’ quello accanto a lui