Due giorni fa il terremoto in casa della Civica Idea 2.0 del Comune di Scarperia e San Piero: Paolino Messa e Simone Peruzzi ne sono usciti, dando una motivazione del gesto in un lungo scritto a firma dello stesso Peruzzi, pubblicato sul suo blog “ildado.info”.
In estrema sintesi, la maggior parte degli attivisti della civica non aveva sostenuto la formale richiesta presentata dal Messa e dal Peruzzi di espulsione dal gruppo del consigliere Rodolfo Cipollone. A cui i due contestano il suo forte legame con Forza Italia, avendo “presenziato, in qualità di attivista, a manifestazioni ed eventi promossi da una formazione politica alla quale non ha mai sottratto il suo appoggio”, sottolineando per altro come “nessun altro è stato dentro la Lista Civica Idea 2.0 con questa ambiguità” e che “ognuno di noi, pur avendo le proprie idee politiche, non ha né incarichi di partito, né presenzia in alcun modo ad attività promosse da formazioni che non siano quelle della Lista”.
La fuoriuscita del Messa e del Peruzzi non è stata sicuramente indolore, anche solo per il loro ruolo nello studio della documentazione, un sostegno non da poco per i consiglieri comunali, che per altro ha portato ultimamente alla scrittura di una corposa e dettagliata mozione sul PIP di Petrona che deve essere ancora votata, e per il fatto che il Peruzzi ricopriva il ruolo di portavoce di Idea 2.0.
Per completezza di informazioni, proprio oggi, sempre il Peruzzi ha pubblicato sul suo blog una lettera, con toni molto diversi dalla prima, in cui “a cuore aperto” ha scritto non al capogruppo Parrini, ma all’amico Luca dicendo “umanamente sei una gran bella persona e questo voglio che lo sappiano tutti”, sottolineando tuttavia il grave errore politico che avrebbe fatto, ossia il non espellere il collega.
Parrini non ha voluto rilasciare al momento dichiarazioni, ma in Scarperia e San Piero qualche idea l’abbiamo registrata. In generale si riconosce una certa coerenza nel discorso di Peruzzi e si addita come leggerezza e superficialità da parte di Cipollone farsi ritrarre in eventi legati ad un partito politico. Viene concordato però sul fatto che la richiesta di espulsione fosse esagerata per due ragioni: la prima è che per lui è un lavoro stipendiato, tanto che sull’articolo incriminato neanche il giornalista ha associato il partito alla civica, la quale per altro non viene nominata; la seconda è che Cipollone, in virtù della legge elettorale, ha raccolto le proprie preferenze nominali aldilà della civica, ma di fatto ha contribuito al risultato elettorale della stessa.
Fabrizio Nazio
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, febbraio 2015


