MUGELLO – Marco Santini, appassionato ciclista, con la sua bicicletta (elettrica) esplora da tempo i sentieri sulle montagne mugellane. E pochi giorni fa è arrivato a . Come ora si è soliti, su Facebook ha voluto condividere questa scoperta. Ha pubblicato alcune foto, e ha scritto: “Brancobalardi, un luogo ameno, vicino alle Casette, molto sopra Gattaia. Ora abbandonato, ma un tempo ci vivevano alcune famiglie. Non facevano aperitivi”.
Il post di Santini è piaciuto molto, e ha ricevuto moltissimi commenti. Uno di questi, il primo è di Lisa Barlotti che scrive: “”Mio padre Corrado è nato in questa casa il 28 dicembre 1934”. Santini gli risponde: “Ha la stessa età della mia mamma. Ma cosa ti ha raccontato, mi piacerebbe tanto sapere come vivevano.”
E lei lo ha raccontato, in modo molto bello:
“Vivevano in 18 in quella casa, mio nonno Domenico (Menghino) e la nonna Maria, il fratello di mio nonno Santino (conosciuto a Gattaia con il soprannome di “buttallaria”) con la moglie e i due figli
I fratelli e le sorelle di mio padre
La Lina
Silvio
Beppe
Lino
Giovanni
La Piera
Mio padre Corrado
La Gina
La Loretta
Fra questi fratelli due sono morti piccoli, Settimino e Corradino
Mio padre aveva 7 anni quando si sono trasferiti sul monte Giovi sopra Campestri.
Questi sono i suoi ricordi:
Il terremoto del ’39, il fratello Lino durante la scossa saltò dalla finestra prese mio padre e lo portò lontano perché stava proprio giocando sotto il muro di casa….hanno dormito per una settimana sotto il pagliaio.
Non avevano l’acqua in casa, c’era il fiume e la fonte nel bosco.
Una volta il cane ha rincorso una lepre che è infilata nella stalla e si è nascosta sotto il ciuco e l’hanno acchiappata.
Avevano le mucche da latte, i vitelli, le pecore, le capre.
Il toro faceva i cozzi col montone, il montone aveva sempre la meglio.
Avevano una cavalla bianca.
“Un giorno Silvio (fratello maggiore) ci ha portato in castellina tutti i fratelli piccoli a cavallo” qui mio padre raccontando si commuove .
Coltivavano ortaggi e grano.
Raccoglievano castagne però non proprio vicino a casa, avevano i seccatoi per fare i marroni secchi
Avevano il forno a legna per il pane e il focolare.
Nel 42 con la Loretta piccina si sono trasferiti
Sul monte Giovi per qualche mese hanno avuto il quartier generale in casa alla fine della guerra
Il ricordo più brutto che ha mio padre della guerra fu lo stupro da parte dei soldati americani ai danni di una ragazza vicina di casa.
Mia nonna una notte li ha salvati da una bomba che cadde sulla casa facendoli dormire tutti in una stanza”.
Un mondo che non c’è più, e del quale restano i ricordi. Come a Brancobalardi.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 agosto 2022



1 commento
Commoventi ricordi che con la loro semplicità ci ricordano da dove veniamo. Il tempo trascorre per tutti e per tutti ha una fine, ma guai a dimnticare, perdereste la strada del futuro.