All’entrata dell’istituto superiore “Giotto Ulivi” sono finalmente fissati i tabelloni con i risultati degli esami di maturità. Di 187 maturandi soltanto 8 hanno raggiunto l’ambito voto a tre cifre.
Dobbiamo pensare a loro come ad un elite di uomini dalle capacità superiori oppure è tutta una questione di metodo? Lo chiediamo a uno di loro, Alessandro Maretti: “Non sono certo un superuomo. Raggiungere il massimo dei voti non è frutto di una prova, ma di un percorso, fatto di impegno e sacrificio costante in cui quello che conta è mettersi sempre in discussione ed essere consci che il fallimento è sempre dietro l’angolo”.
Maretti continua: “Bisogna ovviamente studiare tanto e costantemente, ma non solo. Ciò a cui bisogna ambire non è il voto, esso è secondario, ma l’acquisire un metodo di ragionamento e di elaborazione critico delle cose, ed il modo migliore per farlo è partire dalle proprie passioni. Quando qualcosa ci stimola interessarsene, informarsi e approfondire, sia in classe che fuori. Ed è stata una fortuna aver trovato persone e insegnanti che hanno saputo farmi amare il lavoro che facevo”.
Perché alla fine raramente il voto assegnato ci rappresenta realmente, ma con il giusto impegno fin dalla terza superiore il 100 può essere un premio che ci si concede per coronare l’anno scolastico. Il 100 o meglio, come per Alessandro Maretti, il 100 e lode.
Francesco Colaianni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Luglio 2015




1 commento
Complimenti ai “maturi”, sia a quelli con i voti a tre cifre che a quelli con i voti a due.
La risposta del ragazzo citato, che sembra essersi diplomato “a tre cifre” è giusta… ma, mi perdonino i suoi orgogliosissimi genitori, sembra che a parlare sia un “giovane vecchio”, un libro stampato.
Il ragazzo ha enfatizzato il proprio percorso scolastico, forse per la voglia di sembrare il genio di turno, ma la verità è una sola: c’è chi ha voglia studiare e chi non ce l’ha. Punto.
Non è detto che il diplomato con il massimo raggiunga chissà quale livello… né che quello “maturo” con voto più basso sia destinato ad una vita di stenti.
Le superiori sono un percorso ad ostacoli, fra crescita… ormoni… cambiamenti… e senso del dovere.
La volontà e le capacità si vedranno da oggi in poi…
[mamma di una figlia che si è diplomata con un voto a tre cifre, in un liceo fiorentino]