MUGELLO – Giovedì 9 febbraio a Firenze, un grosso albero del parco delle Cascine (un pino di una ventina di metri) è crollato di schianto su una giostra del Luna Park. Solo per un caso fortuito in quel momento della mattina l’attrazione era chiusa e deserta, altrimenti il bilancio in termini di feriti (o peggio) avrebbe potuto essere pesante. Come quando nel 2014, sempre alle Cascine, una bambina e la zia furono uccise dalla caduta di un grosso ramo.
L’evento, che pare essere stato causato dal forte vento, ha comunque riportato di stretta attualità il tema della manutenzione delle alberature, che anche in Mugello è una questione sensibile e spesso controversa. Ma come viene gestito in Mugello questo aspetto di sicurezza?
A Vicchio Fabio Cipriani, Consigliere speciale del sindaco per urbanistica e manutenzioni, spiega che è in corso un monitoraggio del patrimonio arboreo del comune (uno analogo si tenne alcuni anni fa al parco di Montelleri). “La prima valutazione – spiega Cipriani – è affidata al personale del nostro cantiere comunale, che individua le piante potenzialmente malate o pericolose. Su queste vengono poi effettuati saggi e perizie da parte di personale esterno specializzato (ad esempio agronomi o silvicoltori) in base alle quali si decide come procedere. Proprio in questi giorni – conclude Cipriani – non appena sarà terminata la manutenzione agli alberi di Viale Beato Angelico – dovremo abbattere un tiglio in zona stazione, risultato pericoloso”. Sempre secondo Cipriani il patrimonio arboreo di Vicchio (nei centri urbani e nelle aree pubbliche) sarebbe tutto sommato in buone condizioni. “Considerato che alcune delle piante hanno oltre 100 anni – conclude – non abbiamo al momento criticità”.
Passando da Vicchio a Borgo San Lorenzo, l’assessore Patrizio Baggiani conferma come il tema sia particolarmente annoso e controverso: “Tutti amiamo ed apprezziamo le piante – afferma – ma queste non possono essere più importanti della vita delle persone, specie se malate o non sicure”. Anche il comune di Borgo San Lorenzo si avvale di un agronomo per la valutazione dei casi sensibili o degli alberi che di volta in volta vengono segnalati dal personale comunale o dai cittadini. Ma c’è, spiega Baggiani, un progetto più ambizioso: “Vorremmo arrivare ad un censimento di tutto il verde su area pubblica o sulla pubblica via, in modo da poter fare poi monitoraggi e verifiche periodiche. Stiamo cercando di lavorare proprio su questo: ci sono anche dei programmi specifici, anche se piuttosto costosi”
Sulla questione, sentito da Il Filo, interviene anche Giuseppe Ronconi, agronomo ed esperto forestale che lavora come consulente anche per le amministrazioni mugellane:
Come mantenere in sicurezza il patrimonio arboreo dei nostri territori? La questione essenziale, spiega, è la costanza e la presenza. La gestione nel tempo. L’idea di un censimento degli alberi su aree pubbliche va senza dubbio nella direzione giusta. In comuni medio piccoli come i nostri sarebbe un valido strumento: se Firenze ha 70mila piante, il comune di Borgo San Lorenzo ne ha circa 4mila in giardini e aree pubbliche.
A suo parere quale è stata invece una criticità in questi ultimi anni? Un aspetto che non si è trattato nella maniera giusta? Negli anni scorsi sono state fatte potature in modo troppo energico, che rischiano di danneggiare la struttura delle piante. Gli interventi più leggeri sono invece più impegnativi, ma sono più corretti. Quelli drastici possono abbreviare la vita delle piante.
E dare così più sicurezza rispetto al rischio caduta? C’è sempre un margine di rischio, legato anche alle condizioni meteo.
Può indicarci alcune situazioni a rischio nel territorio mugellano? Più che situazioni a rischio ci sono situazioni delicate, complesse da gestire. Come i cedri storici di Piazza del Poggio o del parco di Villa Pecori Giraldi, a Borgo San Lorenzo. Piante bellissime ma anche difficili da gestire.
Altri esempi? I filari di pioppi lungo la Sieve. Piante delicate e con cicli di vita brevi.
Infine le chiediamo di esprimere un parere sulle polemiche che nascono ogni volta che si taglia un albero, specie lungo le strade Su questo tema c’è una ipersensibilità a mio avviso esagerata. Certo, ogni albero è un individuo con la sua logica e la sua ragione di esistere . Ma ci vorrebbe più buon senso: tagliare una singola piante in contesti come il nostro non cambia niente.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Febbraio 2023





