VICCHIO – Il portavoce del comitato Giuseppe Aversa verrà sentito nell’ambito della commissione d’inchiesta sui fatti del Forteto il prossimo 20 ottobre, ed in una lettera ci spiega le ragioni di questo suo intervento.
Il Forteto passerà alla storia come l’esempio lampante che non è tutto oro ciò che luccica.
Una vicenda narrata nelle sentenze del tribunale di Firenze e le relazioni delle due commissioni d’inchiesta regionali. Questa vicenda, poco conosciuta a livello nazionale, è il risultato di una gravissima disfunzione del servizio pubblico che dovrebbe tutelare i minori.
Le istituzioni partecipi attivamente a questa storia, a vari livelli, sono rimaste accecate per 40 anni dal bagliore del Forteto, da un idea. In questa comunità idealizzata sono stati abbandonati circa 80 minori che hanno subito violenze sessuali, maltrattamenti fisici e violenze psicologiche. Una comunità considerata da sempre un fiore all occhiello della Toscana nonostante le evidenti stranezze delle sue regole e una sentenza di condanna, passata in giudicato, dei suoi leader per violenza e maltrattamenti.
Il 20 ottobre verrà audito dalla commissione d’inchiesta il portavoce del comitato minori abbandonati dallo Stato al Forteto. Il nome già spiega l’origine.
Un comitato formato da minori, oggi adulti, che hanno sperimentato sulla propria pelle il significato della parola angoscia e della solitudine. Un’impegno, quello del comitato, di voler fornire la propria esperienza nella speranza che sia da spunto per riflessioni e modifiche anche legislative.
Esprimendo così la volontà di voler riportare L’ attenzione dello Stato sulla tutela dei minori, che ha evidentemente bisogno di più risorse e riflessioni di quelle attuali.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 ottobre 2020



