BORGO SAN LORENZO – Tantissimi giovani, ma anche bambini, adulti, anziani. E tantissimi occhi umidi nella Pieve di Borgo San Lorenzo, strapiena di gente che ha voluto esserci per dare l’ultimo, commosso saluto a Edoardo ed Ester.
Gli amici dei due ragazzi, uccisi nel terribile incidente di Natale, sulla strada di Bilancino, i colleghi dei due insegnanti, delle scuole di Barberino e di Scarperia e San Piero, i bambini della classe della madre di Ester, i familiari di Edoardo, venuti da Pistoia, quelli di Ester, borghigiani. E c’erano anche tanti Borghigiani, colpiti da questa perdita dolorosissima.
I feretri sono stati accolti dal suono struggente di due violini, che hanno intonato le note di un brano dei Pearl Jam che Ester amava. Poi la Messa, il canto del coro, l’omelia toccante e coraggiosa di don Luciano, l’Adagio di Albinoni eseguito all’organo da Marilisa Cantini e le commoventi note di Amazing Grace suonate dalla cornamusa di Lucia Tisserand, collega di Ester. E infine le testimonianze, numerose e commoventi al termine delle esequie, a cominciare da quella di Elena Cipriani, madre di Ester, che ha ringraziato tutti con parole molto belle, e ha detto “Siamo stati dei bravi genitori, abbiamo fatto un buon lavoro, ci dobbiamo vantare di Ester ed Edoardo”; e poi quelle degli amici, dei colleghi, dell’Istituto Storico di Pistoia dove Edoardo operava con passione, dell’Università. Tutti a sottolineare, senza retorica, il valore di questi due giovani, l’amore per lo studio e la scuola, il loro amore di coppia.
Anche don Luciano, nell’omelia ha avuto parole di grande vicinanza per tutti coloro che sono stati colpiti da questo grande dolore: “Carissime mamme, Elena e Paola, carissimi babbi, Gimmy e Luca, carissime sorelle, Noemi ed Elvira, e voi nonni, familiari, amici, alunni di Ester ed Edoardo, di questi splendidi giovani. Credetemi, in questo momento, anziché trovarmi qui all’altare, preferirei mille volte ridurre al minimo le distanze fisiche per stare il più vicino a voi e piangere con voi le lacrime amare del vostro immenso dolore. Eppure sento di potermi fare coraggio e mi accosto al vostro sconfinato dolore con il silenzio commosso del cuore e con l’ascolto disarmato della fede, fede viva nel primo che ha diritto di parola in questa nostra smarrita, sgomenta assemblea: il Signore Gesù, il nostro Salvatore, Fratello buono, forte e dolce, nato a Betlemme, crocifisso e risorto, che solo può donare una vita nuova al di qua e al di là della morte. Lo confesso: io non so dirvi perché questa triste, disastrosa tragedia sia accaduta. Ma non posso sottrarmi a due domande ineluttabili, che più di una volta sono affiorate in questi giorni sulle labbra di tanti: “Dov’era Dio quando Ester ed Edoardo sono morti? E che ne è di loro, che ne sarà di noi?”. E ha riflettuto sulla morte e sulla vita, offrendo a tutti il messaggio cristiano, di chi crede nella risurrezione e nella vita eterna. Citando anche quel brano suonato all’inizio: “E un gruppo americano, di cui era innamorata Ester, i Pearl Jam – ha detto don Luciano – , in Just breathe così cantano: “Hold me ‘till I die / Meet you on the other side”. “Stringimi fino al giorno in cui morirò. Ti incontrerò dall’altra parte”.
Così, uscendo di chiesa, e accompagnando i due giovani al cimitero della Misericordia, dove sono stati tumulati uno accanto all’altro, gli occhi di molti erano pieni di pianto e il cuore gonfio di dolore. Ma anche di un particolare senso di umanità e di vicinanza.
Le parole risuonate in quel funerale, lo sprigionarsi dell’amore e dell’affetto, in una commozione profonda, ci hanno fatto sentire più umani. Fragili, ma ciascuno dono e compagnia l’uno dell’altro. Come Ester ed Edoardo – lo hanno testimoniato i loro amici – lo sono stati per tanti.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Dicembre 2023





