MUGELLO – Il soffitto della mia stanza da letto pian piano si illumina e la penombra svanisce. Come ogni giorno da troppo tempo, attendo il chiarore di un giorno nuovo e diverso, ancora uno da poter ricordare e raccontare. Fuori il fruscio delle bandiere appese ai terrazzi con la scritta “andrà tutto bene” sembra amplificare un silenzio irreale e la speranza di una vittoria sul male che tarda ad arrivare ed a concretizzarsi. Un modo come un altro per esorcizzare una sorte umanamente difficile da sopportare.
È duro risvegliarsi in questo limbo surreale, accettarne i patti e le condizioni.
La frenesia e l’operosità di quel quotidiano che esaltava il nostro “io” si sono repentinamente azzerate, privandoci della parte più intima e nobile della nostra personalità, del nostro modo di essere e di comunicare, di relazionarsi con il prossimo, di condividere emozioni e gratificazioni personali.
Abbiamo sete del contatto umano, abbiamo necessità dei baci di una moglie, delle carezze di un figlio, dell’affetto di una madre, di quel mondo di Italiani e di Toscani che da sempre ci appartiene. Tutti valori legittimi che pensavamo nostri, naturalmente e spontaneamente acquisiti di diritto ma che le circostanze, pur esaltandone i valori, sembrano precluderci.
È il momento della riflessione, dell’esame interiore, della riconciliazione con il soprannaturale, il tempo che ricolloca sul giusto livello la nostra presunzione terrena e ci ricorda la flebile precarietà della nostra presenza su questo pianeta. Senza dubbio una prova ardua da superare, una verifica che tutti attendevamo sommessamente, anche se in toni più pacati e sopportabili.
Ci dicono che alla fine “tutto non sarà più come prima”; niente di più vero; per fortuna!
Questa esperienza così amara e violenta sicuramente ci cambierà; in maniera positiva naturalmente.
Frastornati dalle circostanze non possiamo e non sappiamo ancora cogliere completamente la forza dell’amore e le opportunità di crescita che un’esperienza così grave può generare. Personalmente ed inconsciamente, ognuno di noi sta già assorbendo i frutti di una positività forse ancora troppo nascosta e non facile da capire, che si manifesterà solo a posteriori.
Se ci pensiamo bene infatti, da qualche giorno stiamo riorganizzando in maniera corretta le priorità della nostra vita, dove casa e famiglia sembrano riassumere con prepotenza, il ruolo preminente che sostiene la nostra esistenza.
L’obbligo di non uscire, di fatto ci fa riassaporare il piacere della casa come rifugio sicuro, il riparo certo dagli eventi più tenebrosi, dove sentirsi protetti e tutelare i nostri cari, la nostra famiglia. Già la famiglia!
Finalmente abbiamo la possibilità di stare insieme, di vivere pienamente quei diritti riconosciuti e dettati dalla nostra Costituzione, godere un po’ degli affetti di chi ci sta più vicino e rafforzare i rapporti del nostro gruppo familiare, ormai da tempo non più immune da un sistema esigente che ne alterava la quotidianità.
Ora come mai prima, stiamo mostrando carattere di grande moralità, esempi che contraddistinguono il nostro costume, la nostra identità.
Valori di solidarietà, di aiuto reciproco, di collaborazione e sacrificio che apparivano ormai sepolti e che invece riemergono con prorompente vitalità, armi invincibili nella lotta impari ad un nemico terribile, subdolo e invisibile.
Di tutto questo dobbiamo sentirci fieri, tutori di un modo di essere che finalmente unisce e accoglie tutti, senza valutazioni politiche, di confine o nazionalità, senza interrogativi o classifiche di casta.
Dobbiamo sentirci orgogliosi delle nostre istituzioni, del lavoro di chi ci guida nelle piccole Amministrazioni come della nostra Sanità, con i suoi eroi che quotidianamente ci regalano competenza, abnegazione, sacrificio.
Certo avremo difficoltà nel ripartire, nel risollevare l’economia, nel riacquistare le certezze del semplice incedere quotidiano ma da questa orribile esperienza usciremo senza dubbio più maturi, pronti ad affrontare altre battaglie durissime che la nostra storia periodicamente ci propone.
È con queste armi che torneremo ad essere più belli e forti di prima.
Massimo Certini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Aprile 2020



