SCARPERIA E SAN PIERO – Il prossimo mese di giugno saranno passati solo tre anni dal primo millennio della Pieve di San Piero a Sieve, che in occasione di quella ricorrenza è stata riportata al suo migliore splendore, con il restauro della facciata e la realizzazione del nuovo sagrato.
Ma si sa, i lavori sono come gli esami: non finiscono mai.
Così il nuovo Pievano Don Daniele Centorbi, arrivato da appena sette mesi in paese, si è già trovato impegnato appieno, oltre che nel costruire comunità con i nuovi parrocchiani, anche nel far ricorso ai suoi studi tecnici giovanili per esaminare progetti e valutare preventivi per opere ritenute necessarie.
“Le nuova situazione legata alla pandemia – con la necessità di dotarsi di nuovi e migliori spazi anche all’aperto – ed alcune urgenze manifestatesi nella loro impellenza, hanno rimesso in moto un gruppo di lavoro che con me ha individuato alcuni interventi da eseguire, richiesto vari preventivi e ipotizzato un calendario di massima” scrive il Pievano in un grande pannello posizionato da qualche giorno all’ingresso della Pieve.
Un vistosa macchia di umidità, affiorata nella zona del presbiterio durante il mese di dicembre, aveva fatto intuire l’urgenza di una verifica delle coperture della chiesa. Perciò nelle scorse settimane intorno alla Pieve sampierina si sono visti alcuni mezzi ed un lunga scala aerea per intervenire sui tetti. Come spesso accade la situazione è risultata più impegnativa del previsto e la sistemazione ha dovuto interessare il manto di copertura di tutto il complesso, compresi gli edifici della canonica.
Risistemata internamente la zona del presbiterio con il ripristino della tinteggiatura, sono state messe in sicurezza anche le vetrate artistiche ai lati dell’affresco di San Pietro. Tali lavori, realizzati subito prima di Pasqua, saranno conclusi, non appena ottenuto il necessario permesso dalla Soprintendenza, con l’imbiancatura della parete esterna della canonica che dà sul sagrato, sopra la statua del Patrono.
Ma i lavori non finiscono qui. A breve sono previsti altri interventi tra cui i nuovi impianti di amplificazione e di illuminazione della chiesa; un adeguamento del saloncino parrocchiale e la sistemazione di alcuni spazi esterni dell’oratorio, già iniziata in collaborazione con il Circolo Insieme, per utilizzi comuni, in sicurezza, a partire dalla prossima estate.
Se tutti i salmi finiscono in gloria, i lavori, invece, finiscono con il riepilogo dei conti da pagare, che, per questi primi interventi del secondo millennio della Pieve, ammontano secondo i migliori preventivi all’importo complessivo di € 45.000.
Don Daniele non si è lasciato turbare più del necessario da questo impegno finanziario, malgrado le ristrettezze economiche del momento e la priorità riconosciuta, ancora più nell’attuale situazione, alle emergenti situazioni difficoltà seguite dalla Caritas parrocchiale.
“So dell’impegno profuso negli anni, confermatomi in questi miei primi mesi da parroco, per conservare chiesa e canonica belle, accoglienti ed adatte alle esigenze della comunità. Eppoi ci mancherebbe che un prete non credesse alla Provvidenza! Che passa anche dalla generosità dei sampierini…”
Come contribuire, dunque? Il Pievano rimanda al pannello in Pieve, nel quale si leggono queste possibilità:
bonifico bancario con il seguente codice iban: IT40C0306905476100000001983 – Causale: “Lavori Pieve 2021”;
offerte in Pieve nella colonnina dedica, con la scritta “Offerte per Lavori”
donazione libera durante le rimanenti Giornate di Condivisione (8/9 maggio – 29 giugno)
Mentre suona l’ultimo rintocco della campana che chiama alla Messa vespertina, Don Daniele, lasciando il sagrato per la sacrestia, conclude con queste parole: “Oltre tutto, in un tempo come quello che stiamo vivendo, progettare e realizzare insieme qualcosa di bello è una splendida esperienza di speranza che si fa storia e che dà una prospettiva al nostro futuro”.
E congedandosi, guarda con soddisfazione la sua Pieve: “Conosco l’amore per questa Pieve di tanti custodi premurosi, pronti all’impegno per lasciarla meglio di come l’hanno travata… ”
In fondo è non è altro che l’esperienza della Chiesa: tramandare, custodendo, ciò che di prezioso si è ricevuto.
Fabio Berti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Aprile 2021

