MUGELLO – Il 31 dicembre 2019 abbiamo festeggiato tutti, con l’annuale speranza che potesse essere un anno diverso, migliore. Una notte piena di speranza dove i cuori di miliardi di persone si proiettavano nel futuro, mentre le loro “flute” piene di spumante, brindavano un felice “ Buon Anno a tutti”.
In quel preciso momento eravamo già in pericolo ma la nostra musica ad alto volume non ci permetteva di sentire niente.
L’inizio di un nuovo anno è indimenticabile per alcuni, per altri resta un giorno come un altro.
Per noi tutti, quest’anno è indimenticabile. Per l’Europa è stato un brindisi all’ultimo scontro. Per il mondo è stata una guerra all’ultimo morto.
Covid-19.
Eravamo fino a due mesi fa a guardare vetrine di negozi piene di cartelloni con saldi fino al 70% mentre adesso rimaniamo a guardare il mondo attraverso il vetro della nostra finestra. Chi è più fortunato può permettersi un po’ di aria fresca fuori, in giardino.
Le strade della mia Firenze sono vuote. Le strade di una bella e storica Roma, sono deserte. I locali più in, di una moderna Milano, sono in lutto mentre il reparto di terapia intensiva di qualsiasi ospedale italiano è stracolmo di persone.
Covid-19.
Si sa, l’Italia è stupenda. Posti incantevoli, un mare cristallino, la cucina italiana. Eppure adesso, manca qualcosa. In tutta la sua bellezza, l’Italia sta quotidianamente sprofondando in un abisso di silenzio e di morte. Questo silenzio crea troppo rumore, fa quasi paura.
Personalmente non so quando potrò ritornare a passeggiare per le strade della mia città. Tanti dicono,”non so quando potrà tornare tutto alla normalità”, come se la normalità fosse stata sempre il bisogno estremo di pensare prima a noi stessi.
Cara Italia, che al nord viaggi tra montagne e pianure per raggiungere il tuo cuore, per poi tuffarti nei mari del caldo sud, sii forte come la storia ci ha sempre insegnato, rialzati più splendente di prima, come quando mia nonna mi raccontava la tua risalita dal dopoguerra. Cara Italia, e cari italiani, non basta sventolare o annunciare l’inno patriottico fuori dai nostri balconi, purtroppo. Questa è guerra, senza un ufficiale annuncio mondiale e i media possono raccontarci che “andrà tutto bene”, ma io ci crederò solo quando potrò raccontare a mia figlia di come l’Italia ed il mondo intero nel 2020 ha saputo rialzarsi più forte di prima.
Covid-19.
Realisticamente chiamato Corona Virus. Questa “Corona” mi lascia immaginare le potenze mondiali, che scelgono di inclinare l’asse economico mondiale.
Mentre osservo il paesaggio dalla mia finestra, mi piace pensare che tutto questo abbia un senso di esistenza molto più grande di quello che ci vogliono raccontare. Siamo stati egoisti, siamo stati disumani, siamo stati veleno per il pianeta. E adesso, ora che tutto si è fermato, come un orologio scarico che non riesce ad andare più avanti, ci stiamo realmente guardando intorno. Tutto quello che prima era invisibile, forse adesso ci regala un senso di umanità più grande. Adesso riusciamo a guardare ciò che prima non volevamo vedere, con la forza di una legge, di una guerra. È così triste in realtà, essere arrivati a ritrovare i nostri cuori e i nostri ricordi sopra a dei corpi che oggi, nessuno può piangere. Rappresentare la morte come un secondo momento, perché la vera priorità è scegliere chi poter far continuare a vivere.
Straziante.
Sento le urla nel silenzio di questa città. E le mie orecchie non sanno più che cosa fare, a chi credere, e se credere. Siamo nell’anno 2020, l’era dell’emancipazione sociale e tecnologica. Il ventunesimo secolo preistorico. Perché in questa avanzata sociale, qualcuno ci sta ricordando che siamo solo cenere, ed il vento che oggi soffia su queste strade vuote, respira finalmente aria pulita. I nostri gas tossici, il nostro ego, la nostra “emancipazione”, il nostro secolo tecnologicamente avanzato, ci hanno fatto dimenticare di come questa terra gridava aiuto e adesso non possiamo che combattere che con le armi da tastiera.
Chissà se un giorno riusciremo a svegliarci prima che tutto inizi a finire. Chissà, se un giorno riusciremo semplicemente a svegliarci.
Michela Volpi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Marzo 2020







