MUGELLO – Qualche giorno fa è venuta a mancare la madre di Massimo Gamberi. Che ha voluto condividere con noi il ricordo dai lui letto in occasione del funerale.
Salutare una mamma è sempre difficile, ma salutarla dopo un viaggio così lungo e doloroso richiede il coraggio di guardare oltre la sofferenza degli ultimi anni per ritrovare la donna che è sempre stata.
Dal 2017 l’Alzheimer ha iniziato a portarcela via giorno dopo giorno, rubandole i ricordi, i gesti quotidiani, i dettagli di una vita intera. È una malattia spietata, che toglie la parola e la memoria, ma che non è mai riuscita a cancellare l’impronta del bene che ha seminato. Anche in questi ultimi, lunghi diciannove giorni di silenzio e di attesa, la sua dignità e la sua forza silenziosa sono rimaste intatte fino all’ultimo respiro.
La mamma ha speso ogni singolo giorno della sua esistenza per noi, per la sua famiglia. È stata una donna capace di privarsi di tutto con naturalezza, mettendo sempre il bene di chi amava davanti a qualsiasi proprio desiderio o necessità. Non c’era sacrificio che pesasse, se serviva a proteggere o a far star bene noi. La sua dedizione parlava attraverso la cura, la presenza costante, la generosità silenziosa e totale.
In questo percorso così faticoso, non siamo stati soli. Un pensiero di profonda, sincera gratitudine va a Mirela, Yessenia, Ivana (non più in mezzo a noi da un anno) e a tutta la struttura dell’Opera Padre Marella di Monghidoro, residenti inclusi.
Per quasi due anni l’hanno accolta e accudita non solo con grande professionalità, ma con un amore, una dolcezza e un rispetto rari. Sapere che le sue giornate sono state accompagnate da sguardi gentili e mani premurose è stato per noi un conforto immenso, un vero dono di cui saremo sempre grati.
Oggi la mamma è finalmente libera: libera dalla nebbia della malattia, dalla fatica e dalla sofferenza. Ci piace pensarla accolta a braccia aperte da tutti gli affetti che ha tanto amato e che l’hanno preceduta: si ricongiunge ora con il nostro babbo Adriano, con i suoi genitori Francesca e Antonio, con i cari fratelli Lorenzo, Francesco e Vitaliano, e con il nipote Giorgio.
A noi resta l’eredità immensa del suo esempio, della sua generosità e del suo amore infinito.
Voglio ricordare la prima preghiera che ci ha insegnato:
“Gesù, Giuseppe e Maria,
vi dono il cuore e l’anima mia.
Gesù, Giuseppe e Maria,
assistetemi nell’ultima mia agonia.
Gesù, Giuseppe e Maria,
spiri in pace con voi l’anima mia.
Buonanotte Gesù,
buon riposo e a domani”.
Grazie di tutto, mamma. Fai buon viaggio e riposa finalmente in pace.
Rubrica: Dai Lettori – Massimo Gamberi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 agosto 2026



