BORGO SAN LORENZO – Luca Lapi, che più di una volta ha collaborato con Il Filo, ci ha scritto una poesia che riflette il suo stato d’animo durante questa grave emergenza.
Io resto a casa, ma non con mio deliberato consenso.
Questa emergenza me lo impone.
Vorrei decidere di restare a casa e/o di uscire.
Mi sento come un fiore a cui sia stata tagliata la testa, un oggetto messo in vendita da qualcuno.
Non mi sento soggetto che possa scegliere di donarsi.
Mi sento un: “Resto del Luchino”, un avanzo e non avanzo, ma resto fermo.
Tutto, sempre, senza il mio deliberato consenso.
Io rimango a casa.
Mi sento come una rima baciata dalla grazia di Dio Padre, soprattutto, nei miei primi 53 anni di vita.
Vorrei che questa emergenza facesse emergere il meglio di ciascuno di noi, ma anche che finisse presto!
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 marzo 2020





