MUGELLO – In dialetto stretto mugellano dicesi “Strombola” oppure “Frombola”. Oggetto per i ragazzi piccoli oppure adolescenti per i giochi di guerra. La guerra per noi ragazzi nati nel periodo 1950/1960 era uno dei giochi preferiti. Ma per essere tale doveva somigliare al vero, non ad una immaginifica fotografia statica o ad un film televisivo. Non essendo in possesso di fucili e pistole le nostre armi erano le “strombole” costruite con sapienza e maestria dai ragazzi più grandi. Per costruire una strombola serviva del materiale abbastanza facile da reperire: una forcella di acero campestre a forma di “ y” dove il gambo era il manico, l’impugnatura, e la forcella fungeva da molla. Poi servivano due elastici di gomma definiti “ quadrelli” e del filo di spago per annodare i quadrelli alla forcella. Ad una estremità dei quadrelli veniva affisso un pezzo di cuoio tondeggiante che fungeva da alloggiamento per il proiettile, normalmente una pietra tondeggiante raccolta per strada o nel fiume. L’assemblaggio degli oggetti era riservato agli esperti, che non sempre si rendevano disponibili a questo scopo.
Con la strombola oltre a far strage di Lucertole e rospi, si provvedeva pure alla guerra fra bande paesane, rioni, gareggiando in abilità e cattiveria. La strombola o fionda, ha crepato molte teste umane ed ha provocato anche ematomi cutanei in varie parti del corpo. Per questo si diceva ai compagni di classe con la testa fasciata: hai preso una strombolata nel capo? No sono “cascato” per le scale a casa rispondeva il malcapitato.
Un’altra arma per la guerra era data dalla spada di legno, sempre ricavata dall’acero campestre, l’albero che sosteneva le piante di Vite. Un legno duttile, duro quanto basta, profumato dopo la sbucciatura con il coltello del babbo, coltello che veniva adeguatamente riposto al proprio posto. Non fosse mai che il babbo si accorgesse del furto del coltello. Con lo stesso legno si costruivano anche gli archi e le frecce, sempre per le guerre paesane, ma gli archi erano usati pochissimo.
Questi erano i giochi abbastanza violenti di noi bambini, mentre le bambine cullavano le loro bambole. I genitori spesso assenti, come figuranti ignari apparivano alle ore del pranzo o della cena per richiamare iloro figli e quasi mai necessario prestare le cure del caso.
Luca Tagliaferri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 novembre 2024





