
VICCHIO – Un lettore di Vicchio. Michelangelo, ci invia una favoletta su volpi astute. Che vi sia qualche riferimento alle elezioni?
C’era una volta in un paese molto lontano una valle percorsa da un bellissimo fiume, in cui sorsero tanti piccoli villaggi abitati da galli e da galline.
Siccome il bosco era molto fitto e abitato da animali molto affamati, ognuno di questi villaggi si era costruito delle grandi mura intorno a protezione e alle porte e di vedetta aveva affidato il controllo a buoni e fidati cani da guardia.
La vita in questi villaggi scorreva tranquilla, tra le galline e i cani c’era una bella amicizia e la fiducia che si era instaurata permetteva alle galline di fare la loro vita in modo spensierato. I polli potevano correre liberamente tra le stradine del villaggio e giocare nei campi senza paura di essere mangiati.
Alle porte di uno di questi villaggi sorgeva un fitto bosco, all’interno di questo bosco c’erano tantissimi animali che, chi più chi meno, riuscivano a sfamarsi con quello che trovavano in giro. Tra di loro c’era una volpe molto astuta che un bel giorno decise che si era stufata di continuare a cacciare per sfamarsi.
A volte la caccia andava bene e tornava nella sua tana con la pancia piena ma delle volte no e tornare nella tana con lo stomaco che brontola non era affatto divertente. Una sera, mentre si trovavano intorno a una quercia, la volpe Carla e i suoi amici, con lo stomaco che brontolava rumorosamente, decisero che avrebbero chiesto al villaggio li vicino se li avrebbe fatti vivere con loro. Dopotutto erano candidi anche loro no? Perché non avrebbero dovuto ospitarli? Certo, il loro piatto preferito erano proprio i polli, ma tant’è, potevano convincerli che non li avrebbero mangiati. Che potevano vivere mangiando altro e in cambio li avrebbero protetti proprio come facevano i loro cani.
Il piano era molto ambizioso e tra gli amici della volpe Carla molti si dissero pessimisti, non ce l’avrebbe fatta, le galline sono diventate furbe e poi quei cani, fedeli e astuti, amici per convenienza, si sa. Loro avrebbero messo i bastoni tra le ruote e avrebbero schierato galli e galline contro le volpi.
Ma Carla era furba, molto furba, cosi un giorno si presentò alla porta principale del paese. “Sapete, un giorno abbaiavo anche io, poi mi sono dimenticata di come si fa. Voi potreste aiutarmi ad abbaiare ancora no? Dopotutto siamo della stessa specie noi”. Parlava cosi al capo del cani da guardia che la stava ad ascoltare.
“Non credo che tu voglia aiutare il villaggio, credo tu voglia mangiarli tutti”, le disse il cane guardiano. “No no, ti sbagli, noi volpi ormai siamo del tutto uguali a voi cani da guardia, anzi, per alcuni aspetti siamo anche meglio, se mi permetti. Siamo notoriamente più furbe di voi e poi siamo abituate a vivere in modo selvaggio, non siamo molto addomesticate, lo sai benissimo e questo è un vantaggio perché conosciamo bene il modo la fuori possiamo prevenire i pericoli, prima che accadano incidenti”.
“E poi, li fuori c’è da mangiare un sacco, chi me lo farebbe fare di rinunciare a tutto quel succoso cibo per chiudermi tra queste mura se non per questa voglia di darvi una mano a far crescere questo villaggio in modo sicuro?”
Insomma, dai e dai la volpe Carla riesci a convincere il cane guardiano il quale però le disse che avrebbe dovuto fare un consiglio di villaggio per parlare agli altri cani e agli abitanti e capire se in effetti tutti sarebbero stati d’accordo con lui. Cosi avvenne, il giorno seguente il villaggio si ritrovò in piazza per parlare delle volpi che avevano chiesto ospitalità in cambio dei loro servigi.
“Da che mondo è mondo si sa che le volpi cacciano i polli e le galline no?”
Disse un gallo.
“Ok che siamo polli, ma mica fino a questo punto”, disse il suo figliolo.
Ci fu una lunghissima discussione, che durò ore e ore, poi i cani si convinsero.
“Possiamo fare una prova, accogliamoli, se si comportano bene li teniamo altrimenti li cacceremo dal villaggio”, i primi giorni saranno di guardia continua e di osservazione delle loro mosse, appena qualcosa non va, fuori dal villaggio! Tira e molla, accettarono di fare entrare la volpe Carla e i suoi amici.
Carla entrò in paese trionfante, circondata dai suoi amici increduli che si guardavano intorno come se fossero in un sogno, nessuno di loro avrebbe mai pensato un giorno di entrare in quel villaggio passando dalla porta con i cani che le stavano a guardare e gli abitanti che non scappavano alla rinfusa.
Alla volpe Carla e ai suoi amici venne affidato il lato del villaggio che affacciava proprio sul bosco, visto che loro da li arrivavano e lo conoscevano bene, cosi, come aveva detto Carla, potevano scrutare e vedere in anticipo se ci fossero stati problemi.
Ma il lavoro di Carla non era finito li.
Infatti inizio a mettere zizzania tra i cani, mettendo in cattiva luce il cane guardiano. “È vecchio” diceva, “se ci fosse un attacco importante dal bosco, scapperebbe di paura, ormai non ha più la forza di contrastare un eventuale pericolo”.
Questo dubbio, alimentato ogni giorno dalla volpe Carla inizio a farsi sempre più forte negli altri cani che iniziarono a vedere il loro capo come un debole, un vecchio cane che forse era meglio mettere a riposo. Tra i cani ci fu chi lasciò il posto, qualcuno addirittura andò a lavorare in un villaggio li accanto. La comunità di guardia iniziò a sgretolarsi.
Carla propose di eleggere un nuovo cane guardiano e si candidò per quel posto. “Ma scusa, tu non sei un cane, sei una volpe e noi dobbiamo eleggere un CANE” “Noi siamo cani come voi”, diceva Carla. “Un giorno abbaiavamo anche noi, poi ci siamo accorti che questo modo di comunicare tra noi faceva scappare le prede, cosi decidemmo di smettere e comunicare diversamente. Anni e anni senza abbaiare e ora non ci ricordiamo più come si fa”.
Carla iniziò a mettere i suoi amici nei posti di controllo, tanto ormai i cani erano sfiduciati e molti lasciarono fare cedendo il posto agli amici di Carla. Vennero fatte delle votazioni segrete, ma la volpe Carla aveva lavorato a lungo per arrivare preparata a quel giorno. Aveva convinto molti cani a votarla, più tutti i suoi amici che ormai erano ingrassati e non mangiavano cosi da quando erano nati, quindi le erano fedelissimi. Inoltre, la volpe Carla era molto ben voluta tra i polli. Sapeva farci con i polli, gli organizzava giochi, feste e li faceva divertire, cosi tra di loro aveva molti amici. Ovviamente la volpe Carla vinse le elezioni e diventò il cane guardiano del villaggio.
La storia era corsa tra i villaggi e nei boschi li vicino, tutti erano increduli molti non pensavano fosse una storia vera ma qualcosa che si erano inventate le volpi. Invece era tutto vero, la volpe che viveva nel bosco, giorno dopo giorno, con l’astuzia e la furbizia tipica delle volpi riuscì non solo a farsi aprire le porte del paese, a trovare tutto il cibo che le occorreva, ma era addirittura diventata il cane guardiano!
Carla era estremamente orgogliosa di se stessa, si pavoneggiava tra le vie del paese e inizio anche a parlare con i cani guardiani dei villaggi limitrofi che iniziarono a rispettarla e forse anche a temerla.
Era davvero astuta e si godeva la sua furbizia e la stupidità di tutti quelli che gli andavano dietro. Fu cosi, che in quella valle meravigliosa si diffuse il mito della volpe Carla che, da affamata volpe selvatica, diventò il cane guardiano del villaggio e riuscì anche a farsi accettare dagli altri cani guardiani dei villaggi vicini.
Michelangelo Longo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Giugno 2024





