MUGELLO – Nel periodo di Marzo e Aprile mi succede spesso di dormire poco o addirittura avere notti completamente insonni. La finestra della mia camera in quel periodo è solamente socchiusa, in modo che da quella parziale apertura possa entrare la fresca brezza primaverile insieme al verso di molti animali, che in quella occasione mi accorciano la notte.
La prima nota che riesco a sentire, intorno alle due, tre del mattino, mentre i mercanti brillano nel cielo, è inequivocabilmente lo squillante richiamo di un gallo, in un pollaio che da’ inizio al concerto dei Galli vicini. Solo alle tre del mattino già canta, anch’io dimentico di essere sveglio. In lontananza , nei prati circostanti la mia abitazione, il suono racchio di un fagiano,maschio, si accompagna all’abbaio insistente di un capriolo, anch’esso maschio, che sta mettendo in guardia il suo branco da eventuali pericoli.
Mentre il fagiano canta poche volte e si acqueta , il capriolo insiste per alcuni minuti.
Poi il silenzio riprende il potere.
Si riposa e si chiudono gli occhi. Si respira profondamente e ci si rigira fra le coperte.
Ma dopo circa un’ora e mezzo , verso le 4,30 o le 5 , inizia il concerto del coro polifonico: un merlo capostipite di quasi tutti gli ospiti del mio giardino , sale sul balcone della mia camera ed inizia un inesauribile conferenza dedicata a tutti gli altri merli e merle che lo ascoltano.
Il suo chioccolio è ineguagliabile è riconoscibile fra i molti.
Nei primi minuti gorgheggia da solo : gli altri ascoltano e prendono nota: fra poco si parte, attenti ai cani e ai gatti del giardino, beccate solo insetti sicuri, possiamo abbandonare i nidiacei solo per poco tempo.
Dopo la conferenza del “ capo” si scatena il finimondo. Tutti in piedi sulla siepe, merle, merli, cince, passeri, fringuelli, pettirossi e scriccioli, tutti vogliono dire la loro opinione, tutti insieme rispondono con un concerto di fischi, gorgheggi e canti in una baraonda di suoni che penetrano in camera e tolgono definitivamente il mio appisolo.
Poi tutti insieme partono in volo per i campi prospicienti, in cerca di insetti, vermi, fili d’erba, pozzanghere per bere e tutti insieme dopo pochi minuti tornano ai loro nidi dove i piccoli implumi pulcini, li aspettano con i becchi spalancati, bordati di giallo, per avere la loro razione giornaliera.
Per le gracchianti gazze è presto e rimangono comodamente assise nel loro nido sulla cima di un grande acero Campestre del giardino pubblico. All’alba rientra anche la coppia delle Civette, che albergano stabilmente sul tetto di un vicino condominio, mentre i primi pipistrelli sorvolano a scatti in cerca del riparo diurno.
La sarabanda è finita gli stomaci sono pieni.
Tornato il silenzio ecco il miagolio della coppia di civette, che tornano dai campi dopo aver
predato piccoli topi campagnoli, che ora non squittiscono.
Domani notte sara Un’altro giorno e siamo pronti per ricominciare.
(Rubrica: Dai Lettori – Luca Tagliaferri)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – marzo 2024






