VAGLIA – La scelta dell’amministrazione comunale di non realizzare la nuova scuola a Vaglia, che pure aveva ottenuto un finanziamento regionale, rimane al centro del dibattito politico locale. Stavolta è Leonardo Borchi, ex sindaco, ad esprimere il suo parere in proposito ponendo anche una serie di interrogativi reletivi ai lavori necessari per adeguare la vecchia scuola e alla sistemazione dei bambini mentre questi lavori saranno eseguiti
Lunedì, 7 luglio, l’Amministrazione comunale ha indetto un’assemblea pubblica per esporre le proprie
decisioni in merito alla scelta tra accettare il contributo regionale di circa 3 milioni di euro e fare la nuova scuola, entro 3 anni, nel capoluogo a Vaglia, secondo il progetto redatto dalla precedente Amministrazione; oppure rifiutare il contributo e persistere nell’idea di ristrutturare il vecchio edificio e lasciare la scuola a Pratolino.
Mi auguravo che nell’occasione emergesse una scelta ponderata, frutto di considerazioni tecnico
economiche e di opportunità. Invece la sindaca Catani e l’assessore all’Urbanistica Milesi, hanno impostato la loro esposizione su una falsità di fondo, con un’operazione disonesta di diversione: appoggiandosi ad un refuso presente nella Relazione Generale al progetto, hanno affermato che questo era ”inidoneo” perché spostava nella nuova scuola solo le classi della primaria e lasciava le 6 classi delle medie nel vecchio edificio.
A disconferma dell’incarico dato al progettista, con delibera e determina, dove si chiede la sostituzione
della scuola Manzi (primaria) e Barellai (medie) congiuntamente; a disconferma di quanto riportato in altre 25 tavole del progetto; come a dire che la Regione Toscana ci ha riconosciuto un contributo per mettere in sicurezza 12 classi totali e noi avremmo lasciato le 6 delle medie nel vecchio edificio!
Purtroppo questa impostazione ingannevole (sembrava di essere in campagna elettorale) ha falsato tutta la discussione ed il confronto. Quando si doveva avere al centro unicamente l’obiettivo fondamentale: “come posso avere nel più breve tempo possibile una scuola sicura sismicamente per 230 bambini e ragazzi e per altri 70 adulti tra insegnanti e custodi”.
Il progetto, che ha ottenuto il finanziamento regionale, prevede una maggiore superficie del 13% della
nuova scuola rispetto alla vecchia; è un Progetto di Fattibilità Tecnico Economico, a cui deve seguire il
Progetto Esecutivo, in cui si possono apportare eventuali modifiche e correzioni; abbiamo a disposizione il terreno che a suo tempo acquistammo ed in forza di questa condizione abbiamo potuto ottenere il finanziamento; possiamo avere la disponibilità della nuova scuola in tre anni da oggi, come da condizione regionale.
Il progetto non prevede una palestra, obbligatoria per le medie. Vero, ma rimane la palestra di Pratolino ed inoltre, nelle more di edificarne una nuova, intercettando altri contributi (non mancano finanziamenti per le attrezzature sportive), all’interno della nuova scuola ci sono due locali di 120 mq ciascuno all’interno dei quali si può fare attività motoria.
“Costa troppo”. Dice la sindaca Catani. E’ una patetica, falsa scusa. Il Comune deve trovare inizialmente un milione per integrare il contributo. L’opera costa sui 4 milioni. Si può accendere un mutuo, utilizzare il project financing o altri istituti finanziari. Ma una volta costruita la nuova scuola e liberata la vecchia, questa può essere alienata incamerando 2 milioni di euro (1780 mq di superficie a Pratolino quanto valgono?). Inoltre una scuola nuova è più’ efficiente, ha bisogno di minori manutenzioni, quindi apporterebbe benefici finanziari ed i risparmi potrebbero andare a compensare le spese della rata di un
eventuale mutuo.
Intervenire sul vecchio edificio invece, secondo il piano di questa Amministrazione, costa più o meno quanto fare la nuova scuola: c’è da stabilizzare l’area, sventrare e ritirare su tutte le strutture, mentre nel frattempo la popolazione scolastica deve essere ospitata, perlomeno per due anni, in una scuola temporanea tutta da realizzare ( e qui la sindaca Catani dovrebbe dire dove. Magari nel terreno a Vaglia
previsto per la nuova scuola il cui acquisto ci è stato atrocemente contestato!?). E tutti questi soldi il Comune li dovrebbe tirare fuori di tasca propria.
Passeranno gli anni prima che il Comune di Vaglia possa accedere a qualsiasi finanziamento: la graduatoria della Regione Toscana, in forza della quale abbiamo ricevuto il contributo, essendoci piazzati al 17° posto, annovera ancora oltre 80 progetti ritenuti finanziabili. La graduatoria sarà scorsa ancora per anni rifinanziando via via gli interventi.
Si dice che questa amministrazione ha fatto una scelta coraggiosa rifiutando 3 milioni di euro. No, non è una scelta coraggiosa, in quanto non c’è stata scelta alcuna. Non c’è stata una valutazione onesta dell’opportunità che si presentava. La decisione era stata fatta a priori, pregiudizialmente: la scuola non
doveva esser portata via da Pratolino.
Le conseguenze sono che 300 persone continueranno a studiare, lavorare, abitare un edificio insicuro simicamente ancora per lustri e lustri, quando ci si attende un terremoto analogo a quello del Mugello del 1919, che fece 100 morti, e il cui ritorno è previsto entro un lasso temporale tra i 100 ed i 150 anni: noi oggi siamo già dentro questa forchetta!
Grazie sindaca Catani, grazie assessori Milesi, Cresci, Lombardo, Rocchi.
Leonardo Borchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Luglio 2025





