VAGLIA – Una lettrice ci invia una segnalazione, già posta all’attenzione del sindaco di Vaglia Leonardo Borchi, per richiedere la potatura di quattro alberi che, con l’arrivo della bella stagione, rischiano di rompersi e, magari, ferire qualcuno. La signora Barbara Gavagna ci ha inviato anche alcune foto, scattate nel 1987 e lo scorso anno, per evidenziare il fatto che le piante non sono mai state potate.

È già stato segnalato al sindaco di Vaglia che nelle aiuole spartitraffico all’ingresso sud del paese ci sono quattro alberi (due querce e due ontani), che andrebbero potati prima che qualche ramo cada in testa a chi, nella bella stagione, siederà alla loro ombra su una delle panchine. Se si confrontano due foto del 1987 con quelle della scorsa estate, si può anche ipotizzare che quegli alberi non abbiano mai conosciuto potature.
Nonostante quasi 300 firme raccolte con questa richiesta e quella di piantare almeno due alberi ad ombrello nella zona perco giochi, nulla è stato fatto.

Ci si chiede come mai ci si debba rivolgere per ogni piccola cosa sempre e solo al sindaco anche per far tagliare l’erba delle medesime aiuole in pieno ferragosto, come mai lui non sappia delegare, come mai non riesca a formare delle squadre autonome, come mai dica sempre “non ho soldi, non ho operai”, come mai metta alla porta o costringa alle dimissioni un così alto numero di impiegati, come mai nessuno per lui è all’altezza del compito?
Non sarà perchè ha bisogno di essere un protagonista, anzi un EROE, come ama rappresentarsi su facebook (l’incontro con il lupo, lui che va all’alba, da solo, a tagliare un tronco caduto sulla strada), o, altra versione, bisogno di atteggiarsi a vittima. Vittima impotente di burocrazia, con limiti di poteri e di soldi, incompreso da tutti, in particolare dai biviglianesi che ormai rifugge e non vuole più incontrare o ascoltare (lui che fa tanto e non viene ringraziato, e allora … “dovreste volerci bene”).
Ora, premesso che non sta a lui andare a segare gli alberi e non sta a lui rispondere a tutte le minime richieste come il taglio d’erba di un’aiuola, ci si aspetta che un sindaco si occupi anche e soprattutto dei problemi più grossi, quelli che lui proclama risolti e che invece non sono neanche partiti. Non basta elencarli i problemi, occorre affrontarli e risolverli, come il prato sotto la piazza (di proprietà della Curia), definito acquistato (sic!) e ancora in linea di zero partenza. Per cosa lo ricorderemo questo sindaco? Cosa in particolare è riuscito a fare? Lo ricorderemo come il benefattore del paese terremotato di Muccia, quando a noi dice che non ci sono i soldi nemmeno per tagliare l’erba?
Lo ricorderemo come capace di scrivere frasi poetiche su Facebook? Ma di un sindaco scrittore ce ne facciamo poco o nulla. Passata la neve, riusciremo a veder potati almeno quei quattro alberi?
( Rubrica Dai Lettori)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 marzo 2018



