SAN PIERO A SIEVE – Riceviamo da Sauro Bani uno scritto sulla situazione politico-amministrativa in Mugello. Lo pubblichiamo.
È dalla sera in cui ho saputo del risultato del ballottaggio delle elezioni comunali di Borgo San Lorenzo che vorrei dire pubblicamente quello che penso di questo risultato. Visto che da qualche anno mi sono riscritto a questo partito, mi sento autorizzato a farlo. Quindi veniamo ai fatti.
La vicenda del PD di Borgo è secondo me paradigmatica per capire come mai le sorti della sinistra italiana sono così malandate. Prima cosa per capire quanto è stato distante dalla realtà dei fatti il gruppo dirigente del PD di Borgo, è non aver colto il segnale che veniva dall’assemblea che fu convocata da Timpanelli/Notaro, cito loro per brevità, nei locali dello spazio 3 di Borgo. Ci partecipai per curiosità e la constatazione del successo fu quella che si dovettero cercare sedie in tutto lo stabile perché la partecipazione fu imponente, per i tempi che corrono in politica. Cecità causata da una candidatura in pectore, quella di Cristina Becchi, che da anni sapevamo in odore di establishment. E quindi è stato sacrosanto quello che è successo.
Chiediamoci come mai la sera dei risultati, la segretaria del PD di Borgo non si è dimessa subito dalla carica, la cosa più giusta da fare, vista la disfatta di un progetto politico? E visto che tutto questo non è avvenuto, oggi chi è il vero rappresentante del PD di Borgo, Baluganti e compagni o le decine di iscritti ed elettori PD che hanno votato il sindaco Romagnoli? Perché non si è voluto intraprendere un percorso congressuale che sapesse raccogliere i “cocci” e cercare di ricomporre un gruppo dirigente credibile che scaturisse da una nuova realtà?
Ho parlato di paradigma perché la cosa fa il paio con quello che è avvenuto a Vicchio ed è la chiave di lettura per valutare i risultati di Scarperia e San Piero e quelli di Barberino, che al di lá delle maggioranze “bulgare”, vedi Scarperia e San Piero, portano con sé una scarsa visione d’insieme dei problemi che riguardano la nostra vallata. Perché, guardate, qualcuno sta pensando seriamente al “comune unico”, una boutade che denota una scarsa capacità di lettura della realtà. Saranno gli ultimi bagliori dell’onda “renziana”? Me lo auspico.
Penso che l’esperienza di Scarperia e San Piero denoti almeno un po’ di ritardo nell’amalgama delle due comunità. A questo proposito vorrei porre un interrogativo ai nostri sindaci. Perché non ritornare a guardare, con gli occhi dei nostri giorni, all’esperienza della Comunità Montana guidata da Renzo Mascherini, l’ultimo dei politici che ha saputo guardare oltre il campanile? Non è più serio e stringente pensare ad accordi, protocolli di area? Come possiamo pensare singolarmente ad argomenti come quello della “autonomia energetica del Mugello”?; ad un piano per una agricoltura biologica e di prossimità, che porti sulle nostre tavole e non solo, cibo prodotto in loco e che può dare lavoro a centinaia di giovani in nuove imprese; rafforzamento di un piano turistico che sappia cogliere la novità rappresentata dalla Via degli Dei e recepire la proposta che si sta concretizzando di 11 cammini tematici denominati “Le orme del Mugello” che copriranno tutto il territorio?
La finisco qui ma a proposito di era ” mascheriniana” vi ricordate il “Cinema sotto le stelle” con le famiglie che si spostavano di sera in sera, comune per comune, con le sedie ripiegabili in auto per andare al cinema? È un buon esempio per ripartire, minimale, per sentirsi orgogliosamente mugellani. Questa estate c’è stato un deserto. Sia per quanto riguarda il cinema, danza, teatro. Non riesco ad abituarmi ad una visione un po’ ristretta della nostra vallata. Quindi non me ne vogliano gli “attori” che hanno voluto il portale in pietra che è stato collocato sul monte Gazzaro, sotto il quale passeranno migliaia di persone provenienti dall’Italia e dall’Europa, con la scritta…”Barberino Mugello e Scarperia”! Perché non “Benvenuti nel Mugello”?
Sauro Bani
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Agosto 2024






1 commento
novelle , vecchie mentalità di un territorio quasi unico in Italia che non sa stare al passo con j tempi Mi spiace ma il mondo cambia e il partito comunista non esiste più .