DICOMANO – Non si fermano le reazioni in merito alla sentenza di rigetto delle tre richieste di risarcimento nei confronti del Dicomano, annunciate ieri, mercoledì 18 Marzo, dal sindaco Massimiliano Amato (articolo qui). Dopo le dichiarazioni dello studio legale (qui) adesso il consigliere di centrodestra Saverio Zeni, che aveva annunciato un’interrogazione sul tema (qui), afferma: “Apprendo con soddisfazione che, al momento, il Tribunale abbia rigettato le richieste risarcitorie nei confronti del nostro Comune. Questo significa che, per ora, non grava sulle spalle dei cittadini di Dicomano il rischio di dover far fronte a debiti milionari per negligenze del passato. Tuttavia, è doveroso ricordare al Sindaco che siamo solo al primo grado di giudizio. La storia giudiziaria di questa vicenda ci insegna che le vittime, che hanno subito abusi indicibili, molto probabilmente ricorreranno in appello per veder riconosciuti i propri diritti. Cantare vittoria oggi, parlando di ‘verità definitiva’, appare prematuro e rischioso.”
In merito a questo tema Amato precisa però: “Spiace constatare che, con superficialita’ non consona ai ruoli e al contesto, venga riportato un termine che non ho mai usato in alcuna mia dichiarazione. La definizione di una sentenza di questo tipo come “vittoria” e’ del tutto inappropriata, inaccettabile e distante dal mio pensiero. Diffido quindi fermamente chiunque tenti, con spregevole mistificazione, di attribuirlo a quanto ho scritto o dichiarato”.
Zeni, che aveva anche promosso una raccolta firme online per chiedere che gli errori del passato non ricadano sulle finanze attuali del Comune e dei cittadini, che al momento ha totalizzato 144 adesioni, afferma: “Le iniziative intraprese, inclusa la petizione che ha raccolto l’indignazione di molti residenti, sono e restano pienamente pertinenti. Il loro scopo non è mai stato quello di speculare sul dolore, ma di tutelare i contribuenti e chiedere trasparenza su una catena di comando che, per decenni, ha permesso il consolidamento di un sistema malato. Il fatto che il giudice non abbia ravvisato responsabilità civili in questo specifico frangente non cancella le pesanti ombre sul ruolo dei servizi sociali e sulla mancata vigilanza politica di quegli anni.”
E conclude: “Anche se il rigetto venisse confermato nei successivi gradi, non si può accettare la narrazione del Sindaco secondo cui ‘tutto sia stato fatto bene’. Al Forteto sono stati perpetrati abusi e maltrattamenti per decenni. Le fonti istituzionali, tra cui la Relazione della Commissione Regionale d’Inchiesta, hanno accertato come il ‘modello Forteto’ fosse una realtà totale e totalizzante basata sulla sottomissione e sulla distruzione dei legami familiari. Non possiamo far finta di niente: in quella comunità-setta non c’era assolutamente nulla di normale.”
Aggiungendo: “L’interrogazione proposta per il prossimo Consiglio Comunale mira a ottenere risposte concrete sulle azioni difensive dell’ente e sulla tutela del patrimonio pubblico. Restiamo vicini alle vittime e continueremo a chiedere che le negligenze politiche del passato non ricadano mai sui cittadini, indipendentemente dall’esito dei tribunali.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Marzo 2026



