MUGELLO – “Disarmare le parole”, è l’invito che il nuovo Papa ha fatto ai giornalisti in udienza, qualche giorno fa. Ma è un invito che dovremmo ascoltare tutti. Anche qui tra noi, in Mugello, sui social, nei commenti che scriviamo, leggiamo, rilanciamo.
Assistiamo da tempo, grazie (grazie si fa per dire…) ai social, al pessimo spettacolo di toni sempre più esasperati, con parole sempre più gridate, fino all’insulto, una violenza verbale che fa impressione.
“Disarmiamo la comunicazione – ha detto Leone XIV – da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività. Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana.”
E’ un invito che dovremmo meditare tutti. E abbassare i toni.
Il confronto tra idee diverse, la critica, il dibattito, sono un arricchimento. Ma non c’è bisogno di infamare. Si può argomentare senza insultare e offendere. Ad esempio, leggere, nei giorni scorsi, un post di un imprenditore mugellano che dà del “farabutto” all’ex-presidente della Commissione Europea ci ha sconcertati.
Dovremmo darci una calmata. Le baruffe da cortile, lo starnazzare a toni sempre più alti, ci distoglie dai contenuti, dai problemi, dalle loro soluzioni. Sarebbe bello e utile tornare a confrontarci sulle idee e sulle questioni concrete, senza subito demonizzare e offendere chi osa pensarla diversamente. Il rispetto dell’altro è cosa fondamentale, ma lo si sta perdendo rapidamente e in modo insensato e rischioso.
Lo spirito bellico e bellicoso è pericoloso, crea veleni che alla fine possono far male. Proviamo a pensarci e a far qualcosa?
IL FILO
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Maggio 2025



