
MUGELLO (quello bello, fra croci e pale eoliche) – Qualche giorno fa la pletora di amministratori locali dispiegata su Monte Gazzaro, per il ripristino della croce in sommità. Una festa popolare, anche l’occasione per tessere le lodi del paesaggio, valore indiscusso di questo nostro territorio. Adesso, ancora qualcuno di quegli stessi amministratori, che loda l’autorizzazione per installare pale eoliche sul crinale di Villore. Facce diverse di una stessa medaglia o stesse facce di medaglie diverse?
Dispetti & Irriverenze, di Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Settembre 2022





3 commenti
Tra l’altro, qualcuno di quegli amministratori, proprio sul Monte Gazzaro, a posto di quella croce avrebbe voluto collocarci altre pale eoliche…
Nel 2015 sul monte gazzaro dove oggi i sindaci dei selfie festeggiano la croce rimessa, solo per l’opposizione della soprintendenza, non fu approvato un progetto per l’installazione di un parco eolico Industriale. Invece oggi i non ricordo la fa da padrone, proponendo un po’ più in là sullo stesso crinale appenninico del CAI 00 europeo lo stesso uguale impianto con lo stesso sindaco dei sindaci dei selfie, avvallato dal banchiere di Dio…
Direi che le pale eoliche al momento non sono che un problema rimandato come le fonti rinnovabili in generale. La crisi energetica scaturita dal conflitto aperto in Europoa contro l’Ukraina ed usata come grimaldello da Putin per ricattare le democrazie occidentali, ha imposto una modifica delle priorità produttive e sociali. L’autonomia commerciale dell’energia deve essere raggiunta con urgenza per chiedere meno sacrifici possibili alle persone e garantire il funzionamento del sistema produttivo. Con questa premessa inevitabile al momento, il paesaggio resta un bene ed un valore da salvaguardare. Salvaguardare da cosa! è soltanto questa risposta che però può dare un senso all’affermazione. Dall’uomo, cos’altro sennò, dalla sua occupazione come proprità esclusiva, dalla sua occupazione insediativa nelle più svariate forme, dal suo sfruttamento come risorsa economica, dal suo desiderio di identificare ogni componente del mondo naturale, montagne, fiumi, laghi, foreste, percorsi… con suggestioni personali od ideologiche ignote alla natura stessa.
Rispettare l’ambiente non puo’ essere certamente un diktat, ma un equilibrato compromesso in relazione alle mille facce del rapporto uomo-natura. Lei, la natarura, chiede solo di essere capita e rispettatta per restutuirci vita!