BORGO SAN LORENZO – Si infiamma il dibattito in merito alla bocciatura da parte del Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo del documento in sostegno della realizzazione della Sp 107 tra il Carlone e Calenzano. Da una parte, il gruppo di maggioranza Borgo Partecipa motiva la sua scelta di votare contro la mozione di sostegno alla realizzazione della nuova strada (articolo qui) parlando di altre priorità, come la manutenzione delle infrastrutture esistenti, e di una strada che rischierebbe “di essere un doppione costoso, impattante e poco efficace per i pendolari, senza apportare quei miglioramenti che il territorio attende da anni”. Dall’altra, Cristina Becchi, per il Partito Democratico, che aveva appoggiato il documento, ricorda che il nuovo collegamento avrebbe collegato una zona diversa rispetto alla viabilità esistente, ossia quella della Piana, favorendo sviluppo e sostenibilità del lavoro per circa 6 mila persone, affermando: “Bisogna avere il coraggio di guardare avanti”. Di seguito i due contributi:
Borgo Partecipa!:
Borgo Partecipa! interviene sul progetto viario Carlone–Legri per esprimere una posizione chiara e responsabile, rivolta alla Regione Toscana in spirito costruttivo: chiediamo di riconsiderare le priorità e orientare gli investimenti verso le infrastrutture che oggi presentano le maggiori criticità.
Il progetto prevede oltre 3 milioni di euro destinati alla sola redazione del progetto preliminare. La realizzazione richiederebbe risorse almeno dieci volte superiori, con tempi che realisticamente supererebbero il decennio.
A fronte di questo impegno, l’opera non garantirebbe un miglioramento sostanziale per chi ogni giorno si sposta verso la piana: il tracciato non potrebbe essere diretto e si innesterebbe nuovamente sulla viabilità esistente alle Croci di Calenzano, con un beneficio di pochi minuti e il rischio di un ulteriore sovraccarico proprio in quel nodo già oggi complicato in alcune ore del giorno. È prevedibile che molti continuerebbero a utilizzare l’autostrada, già oggi presente e funzionale.
Prima ancora di redigere un progetto, riteniamo necessario che venga svolta una valutazione seria dei futuri flussi di traffico, del rapporto tra costi e benefici e, non ultimo, dell’impatto ambientale in un’area geologicamente fragile. Sono elementi indispensabili per capire se un’opera così rilevante sia davvero utile e sostenibile.
Nel frattempo, il Mugello vive criticità infrastrutturali che richiedono interventi immediati. La Faentina, sia stradale che ferroviaria, presenta da anni semafori, interruzioni, rallentamenti e fragilità che incidono quotidianamente sulla mobilità dei cittadini.
Per Borgo Partecipa! è su queste urgenze che la Regione dovrebbe concentrare le risorse: manutenzione, sicurezza, affidabilità del trasporto pubblico e potenziamento delle infrastrutture esistenti. Lo stesso Pums della Città Metropolitana pone l’eventuale completamento della 107 nello scenario 2030-2050 prevedendo ben altre priorità per il nostro territorio. Sarebbe anche utile domandarsi perché in 50 anni questa viabilità non è stata completata e non è mai stata inserita neppure nelle contropartite sulla Tav che lì aveva il suo cantiere principale?
La maggioranza ha quindi votato contraria all’ordine del giorno presentato da liste di centrodestra e appoggiato dal PD, che esprimeva un sostegno pieno al progetto. Una posizione che appare più legata all’idea astratta di “nuova infrastruttura” che a un’analisi concreta dei suoi effetti.
La nostra valutazione si basa invece sul merito: questa proposta rischia di essere un doppione costoso, impattante e poco efficace per i pendolari, senza apportare quei miglioramenti che il territorio attende da anni.
La nostra è una richiesta di buon senso in un periodo di scarsità di risorse: investire dove serve davvero, con scelte utili, sostenibili e capaci di produrre benefici concreti per chi si muove ogni giorno nel territorio e verso l’area metropolitana.
Cristina Becchi:
“In Consiglio comunale si è cercato di spostare l’attenzione sul fatto che ci sono dei lavori più importanti da fare, ad esempio per la Faentina. Sono però partite diverse: quella che riguarda la ferrovia, ad esempio, non dipende soltanto dalla Regione, dato che i finanziamenti devono arrivare da Rfi. La strada Faentina, poi, porta verso Firenze, e questo è un altro tipo di collegamento, verso un’altra zona. A chi dice che c’è già l’autostrada, infine, vorrei ricordare che, per un dipendente che prende 1400 euro al mese, pagare il pedaggio può risultare pesante. Si parla tanto di connettere le aree interne; credo che questa strada vada proprio in questa direzione, dato che permetterebbe di mettere in sinergia il nostro territorio con un’area produttiva di rilievo. Si tratta di una strada attesa da cinquant’anni, e dire no è un atto pesante. Mi sarei aspettata, forse, una modifica del documento, ma una bocciatura vuol dire chiudersi e bloccare lo sviluppo del Mugello. Credo che sia una posizione impegnativa, soprattutto per i Progressisti. Si parla di 6 mila persone che potrebbero transitare su quella strada, una viabilità che riguarda tutta la Città Metropolitana. È un no che ci fa pensare. Noi crediamo che si debba avere il coraggio di guardare avanti, certo nel rispetto dell’ambiente, e portare lavoro.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Aprile 2026




