MUGELLO – Com’è cambiato il mondo delle dipendenze in Mugello? Il dottor Gabriele Bardazzi, direttore del Serd, il servizio Dipendenze’ dell’Asl, che nei giorni scorsi ha rilasciato in merito un’intervista anche al quotidiano La Nazione, ne traccia un quadro completo ed esaustivo, che sfata alcune convinzioni e offre spunti di riflessione.
Intanto sarà utile definire il fenomeno. Gli utenti del Serd Mugello, sono circa 600; qui si arriva ancora principalmente per uso di droghe, circa la metà del totale degli utenti. Un terzo del totale sono invece alcolisti, e il resto è legato alle altre dipendenze come quelle dei tabagisti o la ludopatia. Tra chi usufruisce del servizio è cresciuto il numero delle donne, con un rapporto che prima era di una ogni tre uomini, e che ora si è lievemente icrementato.
La maggior parte degli utenti, hanno un’età relativamente avanzata, mediamente oltre i 47 anni. Questo non perché il fenomeno non sia presente tra i giovani, quanto perché, purtroppo, nella maggior parte dei casi si ritiene di non avere un problema, e ci si rivolge al servizio solo quando costretti, ad esempio da un ritiro della patente. Tanto che si stima che gli utenti del Serd siano solo un decimo di quelli potenziali. E in questo, purtroppo, si riscontra anche una grossa difficoltà nel coinvolgere le famiglie in un intervento preventivo. Bardazzi spiega ad esempio che all’ospedale del Mugello ci sono degli operatori di corridoio, che sono psicologi ed educatori, nati per essere a disposizione delle famiglie proprio quando si manifesta il problema, ma purtroppo il più delle volte il loro intervento viene rifiutato, in quanto spesso i genitori spesso sono i primi a negare che i propri figli abbiano un problema di questo tipo. C’è poi anche un altro aspetto. Ad esempio, per quanto riguarda l’alcol alla guida, i ritiri di patente sotto i 25 anni sono molto minori di quelli sopra i 50, ma questo significa solo che i giovani sono meglio organizzati, non che tra loro non sia presente il problema.
Venendo all’uso delle droghe, la cocaina è purtroppo molto presente (circa il 20% del totale), mentre l’eroina per uso endovenoso è quasi sparita, e in generale tra i giovani, anche se in alcuni casi viene assunta fumandola, la usa come sostanza primaria meno del 5%. Il Mugello, spiega Bardazzi, non è un’isola felice, e c’è comunque attività di spaccio, anche se per ora, rispetto ad altre aree metropolitane, non vi sono baby gang, e il fentanyl, non è ancora presente.
Infine, dando uno sguardo alle strutture, se il Mugello conta diverse comunità di recupero, oltre dieci, molto attive e organizzate anche con appartamenti per accompagnare verso l’autonomia chi vi ha fatto un percorso, manca però una struttura di prima accoglienza nella quale seguire chi, ad esempio, non una dimora fissa.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Aprile 2026







1 commento
Il Dottore dimentica che alcuni cittadini non sono ne cechi e ne sordi Si vede xhe a B.S.L i tossici sono in aumento….purtroppo