MARRADI – La sezione civile del Tribunale di Firenze ha emesso due importanti sentenze in merito ad altrettante vittime dell’eccidio nazista di Crespino sul Lamone, a Marradi, che avvenne tra il 17 ed il 18 Luglio del 1944. In particolare, come già accaduto nei mesi scorsi per altre vittime, la giudice Susanna Zanda ha stabilito la totale responsabilità del Terzo Reich per le azioni del terzo battaglione volontari di polizia, che a Crespino giustiziarono Roberto e Mario. I due, contadini, furono catturati nel corso del rastrellamento, e trucidati insieme ad altri compaesani, per un totale di 44 vittime civili.
Nel caso specifico, la giudice ha condannato la Germania al risarcimento, chiedendo 150 mila euro per tre nipoti di Mario e 300 mila euro per il figlio di Roberto. I risarcimenti, in realtà, dovrebbero però arrivare dall’Italia, in virtù di un fondo istituito dal governo Draghi e gestito dal ministero dell’economia e delle finanze. Ottenerli concretamente, però, non sarà impresa facile, dato che l’Avvocatura dello stato avrebbe presentato opposizione contestando, come si legge oggi, venerdì 29 Novembre, in un articolo del quotidiano La Nazione, la legittimità della richiesta per mancanza di prove o per intervenuta prescrizione.
L’avvocato Diego Cremona, che assiste alcune delle vittime, spiega: “Si dà soddisfazione da parte degli eredi delle vittime, anzitutto per il riconoscimento ricevuto, pur tardivo. Abbiamo dovuto superare numerose eccezioni e anche per questo ne usciamo gratificati. I risarcimenti sono diversamente modulati perché diverse possono essere le situazioni soggettive – sia delle vittime primarie che degli eredi ricorrenti – e anche perché i percorsi giuridici svolti da giudici diversi possono, lecitamente, condurre ad esiti in qualche misura diversi. Ogni residuo sforzo è ora rivolto a conseguire in concreto il riconoscimento ricevuto. Restano margini di incertezza ma confidiamo di superarli”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Novembre 2024



