MARRADI – Concludiamo il giro di interviste ai candidati-sindaco. Dopo Benedettini e Frassineti, è la volta di Tommaso Triberti, candidato della lista civica “Insieme per Marradi”, sostenuta dal centrosinistra (Pd, socialisti e Italia Viva, partito nel quale milita lo stesso Triberti).
Era nota la tua intenzione dopo dieci anni, di passare la mano. Cosa ti ha convinto a ricandidarti per la terza volta?
La politica deve essere prima di tutto servizio, io ho ricevuto tanto da Marradi e dai marradesi in termini di affetto e di opportunità, e quindi, visto che mi è stato chiesto, ho creduto fosse giusto non tirarsi indietro ed essere a disposizione per continuare a dare il mio contributo per il rilancio del nostro paese. Ho accettato di ricandidarmi perché c’era la volontà da parte di qualcuno di interrompere un percorso che credo stia portando ottimi frutti al paese e che ne può portare ancora molti. Devo ringraziare chi c’è stato in questi 10 anni, senza i quali niente di quanto fatto sarebbe stato possibile, ma a farmi dire che è stata la scelta giusta quella di rimettermi a disposizione per proseguire il cammino, è vedere la nuova squadra che si è formata, con giovani e meno giovani, chi c’era già e persone nuove, che formano un grande gruppo sul quale Marradi può puntare ben oltre i 5 anni del prossimo mandato.
Tutti, anche dall’opposizione, ti riconoscono di aver portato a Marradi molti finanziamenti e opere pubbliche. Ma partiamo dalle cose non fatte, che sicuramente ci sono. Quali citeresti, e qual è la più “sofferta”?
Più che delle cose “non fatte” parlerei di quelle che “ancora non siamo riusciti a realizzare”. Amministrare è un lungo cammino, dove impegnarsi quotidianamente su tutti i fronti perché si deve cercare di non lasciare indietro nulla, anche se purtroppo a volte accade. Poi ci sono le opportunità che vanno colte anche se non preventivate come abbiamo fatto tante volte anche se ancora non si vedono i risultati. Ci sono lavori importanti che partiranno tutti nel giro di pochi mesi facendo diventare Marradi un cantiere aperto e che ci consegneranno un nuovo volto ancora più bello del nostro paese, come ad esempio, tra i tanti, l’allargamento della curva di Rugginara, i lavori alla Casa della Salute con la partenza dei lavori di ristrutturazione dell’ex ospedale San Francesco che ospiteranno i medici di famiglia, gli ambulatori, il 118, la guardia medica, le donazioni di sangue. Ma anche gli interventi per la ciclo stazione e la casa delle associazioni. Penso anche alla riqualificazione della “diga” dell’Annunziata, attesa da anni e che finalmente sarà realizzata o il recupero dell’ex albergo Lamone, per ampliare la vocazione turistica del territorio, ma anche per dare risposte in termine di servizi. Nelle frazioni come il rifugio di Campigno o la rigenerazione degli Archiroli e del centro storico. Insomma, tante opere devono partire ma dobbiamo lavorare ancora perché tante sono quelle da realizzare, a partire dagli ulteriori interventi sui due plessi scolastici, la realizzazione dell’invaso a Campigno, l’ampliamento di Villa Ersilia per la quale si sta procedendo con la progettazione e molti altri. Tassello dopo tassello.
E delle cose fatte, di quale sei più orgoglioso e soddisfatto?
Tanti sono stati i momenti di soddisfazione e quelli maggiori non dipendono da strutture ma da risposte date ai cittadini, situazioni complesse alle quali hai trovato, mai da solo sia chiaro, una risposta. Se però la domanda è sulle infrastrutture direi che per un amministratore, il lavoro più importante sia quello che si deve ancora realizzare altrimenti non si avrebbe la spinta per andare avanti con la stessa determinazione.
Sono però stati sicuramente importanti gli interventi agli impianti sportivi come stadio, palazzetto e piscina che stanno diventando delle eccellenze o gli interventi sulle scuole. Penso al Teatro con l’apertura del Ridotto oggi gestito prevalentemente dai giovani. Ma anche importanti lavori per la sicurezza stradale in molte frazioni e il rinnovo totale dell’illuminazione pubblica al led con l’ampliamento della rete nel centro e nelle frazioni. Tanti sono stati e tutti che riempiono di orgoglio, anche quando li devi sudare prima e durante. Ma ripeto, il lavoro non è certo terminato.
In che direzione deve andare ora Marradi?
Marradi in questi ultimi anni ha visto insediarsi nuove aziende come da decenni non succedeva e aumentare il numero di abitanti dopo molti anni. Credo che questi non siano punti di arrivo ma conferme che la strada intrapresa sia quella giusta e su questo solco dobbiamo proseguire. Una Marradi protagonista che porti avanti le istanze proprie assieme a quelle dei territori interni, che diventi sempre più cerniera tra le due regioni, che mantiene e implementa servizi, che sia collegata in modo adeguato, veloce, sicuro. Un paese dove investire sia un’opportunità per noi che lo viviamo ma anche per le imprese che scommettono qui anche continuando a valorizzare il territorio e le sue eccellenze agricole, culturali e di ogni genere. Un paese che non lasci indietro nessuno nella fatica della quotidianità. Una comunità unita che tira tutta in una direzione unica perché non è con divisioni o rancore che si cresce. Abbiamo grandi ricchezze da continuare a valorizzare.
Tu spesso insisti sulla ritrovata centralità di Marradi, nei rapporti, nei ruoli. Ma è davvero così? E sarà possibile contrastare la tendenza alla marginalizzazione?
La tendenza alla marginalizzazione che citi si combatte solo e unicamente aumentando il protagonismo fuori dal territorio comunale e non gridando contro tutto e tutti. Si combatte con la Politica, quella con la P maiuscola. Si combatte con le relazioni e con l’impegno quotidiano. Sì, penso che Marradi stia riconquistando il posto che le spetta, a livello di Mugello, metropolitano, regionale e interregionale, ma ancora c’è da lavorare e da consolidare questa posizione perché nessuno ti regala mai nulla e da soli non si va da nessuna parte. In passato abbiamo già patito anni di immobilismo e sappiamo che enormi opportunità di crescita sono andate perdute, oggi più che mai non ce lo possiamo permettere.
Gli altri candidati ti attaccano sul bilancio. È vero che il bilancio del comune di Marradi è così in crisi?
Certo che no, altrimenti non potremmo dare i servizi che eroghiamo e non potremmo fare gli interventi che abbiamo fatto e che faremo. Penso alle tariffe estremamente basse per asilo nido e mensa, oppure alle piccole compartecipazioni, previste obbligatoriamente nei bandi, per realizzare le opere per le quali otteniamo finanziamenti. E nessun servizio di quelli fondamentali è a rischio. È semplice fare degli spot, mentre è sempre più complicato spiegare le cose complesse. Continueremo, ovviamente, a dare servizi con l’obiettivo di aumentarli, e continueremo a fare investimenti, con l’obiettivo di dare risposte ai bisogni e alle esigenze dei cittadini.
Come sono i rapporti con gli altri Comuni, e con l’Unione montana del Mugello?
I rapporti sono ottimi, si sono costruite cose importanti penso ad esempio ai bandi PINQUA o all’opportunità del PNRR tra le altre cose. Poi si discute, si condivide e a volte si litiga anche, com’è normale che sia quando si lavora insieme cercando il bene delle comunità, e poi si riparte. Abbiamo condiviso e stiamo condividendo battaglie come sulla Faentina per la quale vogliamo risposte. Nessuno si può bastare da solo e credo ci sia bisogno di più Unione e su questo tutti, noi compresi, possiamo fare di più. Può essere la risposta ad alcune delle fragilità maggiori specialmente per noi comuni più piccoli.
Tu conosci bene i tuoi avversari nella corsa a sindaco: Frassineti è stato tuo vicesindaco, fino a cinque anni fa, con Benedettini hai collaborato frequentemente sulla protezione civile. Vuoi dirci di ciascuno pregi e difetti?
Ci conosciamo da molto più tempo. Con Rudi abbiamo condiviso oltre 20 anni di vita politica avendo iniziato probabilmente nello stesso periodo mentre con Stefano direi che il rapporto va ben oltre la protezione civile avendo rapporti familiari che vengono da quando ero bambino e c’è sicuramente affetto reciproco. Non sta certo a me parlare di pregi e difetti ma se un pregio che ci accomuna lo devo dire, siamo tutti e tre marradesi.
Questa domanda a chi già è stato sindaco per dieci anni si può fare: è diventato più difficile amministrare un Comune delle dimensioni di Marradi? Perché?
È sicuramente complesso amministrare piccoli comuni, specialmente con estensioni territoriali vaste come nel nostro caso. Tanti km, tanti bisogni e pochi abitanti. Difficile per la carenza di risorse, e per questo diventa fondamentale accedere a bandi, oppure la difficoltà nel trovare personale con le regole e i blocchi che ci sono. Sembra facile a dirsi, ma molto meno a farsi anche se ci sarà sempre chi crede di avere la bacchetta magica. Per questo serve tanto lavoro e persone unite e compatte che mettono quotidianamente il proprio impegno e la propria passione. Io devo dire che in questi anni sono stato molto fortunato, ognuno ha fatto la propria parte e spesso anche molto di più. Sia in amministrazione, tra le associazioni ma anche tra i dipendenti che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo. Se in questi anni, con tutte le criticità, siamo riusciti a conquistare tanti obiettivi è merito di tutti, per questo devo dire loro un grazie dal cuore.
Mai pensato a una fusione con qualche comune vicino? E ci pensi adesso?
Pensato alle fusioni sì, credo possano talvolta essere anche una soluzione ottima. Non credo sia lo stesso per tutti i territori e credo siano molto più complessi ancora per territori montani divisi da passi appenninici. Non si possono unire due debolezze solo pensando ai soldi che arriveranno, perché poi quelli finiscono e le fragilità restano e aumentano. Detto questo si deve sempre approfondire e valutare meglio.
Io però vedo meglio gestioni associate tra comuni o con l’Unione dei comuni, anche sul modello dell’Unione dei comuni faentini. Se ci sono delle esperienze positive, specie se vicine, perché non prenderle ad esempio.
Quale sarà il primo fascicolo che vorrai aprire, in caso di rielezione?
Non ci sono fascicoli prioritari. Dobbiamo continuare la battaglia per il miglioramento del servizio sulla linea Faentina, far partire i lavori all’ex ospedale, accertarci che il nuovo medico di famiglia arrivi, vedere l’allargamento della curva di Rugginara, terminare e inaugurare il palazzetto dello sport, iniziare i lavori all’Annunziata, alla mensa scolastica, alla ciclo stazione, al rifugio di Campigno e all’ex Albergo Lamone. Di cose da continuare ne abbiamo molte, però possiamo dire che anche in termini di eventi avremo una bella sorpresa sulla quale impegnarci per l’inizio dell’estate e che porterà, come altri grandi eventi recenti,
visibilità ed economia al nostro territorio. Insomma, se i marradesi continueranno a darci fiducia avremo solo da continuare a lavorare con il solito impegno, determinazione e passione, giorno dopo giorno e passo dopo passo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Maggio 2023





