
MUGELLO – Il Filo ha rivolto alcune domande ai candidati alle Elezioni regionali. Ai candidati mugellani e ai consiglieri regionali uscenti del nostro collegio. Si inizia con la consigliera Elisa Tozzi. Eletta per la Lega in occasione delle elezioni regionali del 2020, è passata prima al gruppo Misto per poi dall’11 settembre 2023 entrare in Fratelli d’Italia. Nell’ultima legislatura ha fatto parte della “Prima commissione” in qualità di Vicepresidente, come componente della “Commissione di Controllo”, come componente della “Commissione istituzionale per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana” e come Presidente della “Commissione d’inchiesta sugli eventi alluvionali del 2023 in Toscana”.
Lei è consigliere uscente e molto presente nelle iniziative e prese di posizione. Ha stupito il fatto che il suo partito non l’abbia candidata capolista. Come ha preso questa decisione?
“È stata una scelta legata a equilibri interni, come spesso accade in politica. Ammetto che all’inizio ci sia stata un po’ di delusione, ma poi ho pensato che la politica non si misura con una posizione in lista: conta il lavoro fatto, la credibilità costruita sul territorio e la fiducia dei cittadini.
Per me ciò che conta davvero è il rapporto con le persone e l’impegno concreto sul territorio. Le sfide più belle non si vincono con un titolo o una posizione, si vincono giorno per giorno, sul campo, con costanza e determinazione. E io sono pronta a farlo, come ho sempre fatto.”
Qual è la critica maggiore che fa ai cinque anni di presidenza Giani? E, in particolare, riguardo alle scelte per il Mugello?
“La critica più forte che muovo alla presidenza Giani è di non aver governato davvero. Sono stati cinque anni di immobilismo, senza scelte coraggiose, senza una visione strategica. La pressione fiscale è aumentata, gli investimenti sono andati a rilento, molte operazioni sono state solo di facciata, e la programmazione è mancata del tutto. I Comuni si sono trovati spesso soli, senza risposte concrete da parte della Regione. Di tangibile, per i cittadini toscani, c’è ben poco: resteranno a lungo solo le tasse più alte e servizi più deboli.
Manca del tutto anche un approccio interregionale: i territori di confine, penso al Mugello come ad altre aree della Toscana, avrebbero bisogno di protocolli di intesa su sanità, trasporti, gestione dei consorzi di bonifica e dei rifiuti. Invece si è preferito restare chiusi nei propri confini, rinunciando a dare risposte concrete.
E per il Mugello questo quadro è stato ancora più evidente. Le opere di compensazione della terza corsia sono ferme, la viabilità resta incompleta, la Faentina continua a subire disservizi, con l’elettrificazione promessa e mai realizzata. Sul fronte sanitario il territorio è stato progressivamente depotenziato, lo Scudo Verde ha penalizzato chi vive fuori Firenze e la vicenda della discarica Il Pago ha lasciato il Mugello nell’incertezza per anni. È la dimostrazione che il nostro territorio è stato trattato come una periferia di serie B, quando invece dovrebbe essere al centro delle strategie regionali.”

C’è una cosa buona, una scelta positiva che in questi anni Giani e la sua giunta hanno realizzato e che lei ha condiviso?
“Francamente, parlare di scelte positive in questi cinque anni è difficile. La giunta Giani si è caratterizzata per un’assenza totale di programmazione e di scelte coraggiose. Gli investimenti sono arrivati a rilento, spesso solo con operazioni di facciata, e i Comuni si sono trovati a dover affrontare i problemi quotidiani senza supporto dalla Regione.
I cittadini toscani hanno visto crescere la pressione fiscale e ridursi i servizi concreti: sanità indebolita, infrastrutture incompiute, sicurezza del territorio trascurata. Pochi risultati tangibili e nessuna visione strategica di lungo periodo: è questo il vero bilancio della legislatura.”
Qual è la cosa della quale è più orgogliosa e soddisfatta, delle proposte da lei avanzate in Consiglio?
“Se devo indicare un punto centrale del mio lavoro, dico senza esitazione l’attività di Presidente della Commissione d’inchiesta sull’alluvione. È stata un’attività intensa, difficile, ma di grande valore strategico per la Regione. Perché la messa in sicurezza del territorio non è un tema solo tecnico: è la condizione necessaria per garantire futuro a intere aree fragili, come il Mugello, che ancora oggi vivono gravi difficoltà. Se un territorio resta insicuro, diventa isolato, perde servizi e si spopola. E questo dobbiamo evitarlo a tutti i costi.
Accanto a questo, ho sempre cercato di dare risposte a istanze concrete dei cittadini: dal sostegno all’economia locale con misure come l’azzeramento dell’IRAP e il ‘reddito di bottega’, alla difesa dell’ambiente contro progetti invasivi e discariche, fino alle battaglie per rompere l’isolamento infrastrutturale con la Faentina. Sono orgogliosa anche di aver voluto e ottenuto che una parte delle risorse del Consiglio regionale fosse destinata all’Alto Mugello, con voto unanime. Tutte scelte che hanno un filo comune: non slogan, ma fatti concreti per il Mugello e per la Toscana.”
Se verrà rieletta, quale sarà la prima istanza per il Mugello che vorrà portare in Consiglio regionale?
“La mia priorità non sarà un singolo provvedimento, ma un cambio di impostazione: la Regione deve finalmente avere una visione strategica per i territori fragili come il Mugello. Questo significa investimenti seri e immediati sulla sicurezza del territorio, programmazione che eviti isolamento e spopolamento, valorizzazione delle imprese che scelgono di restare, e infrastrutture che non siano più promesse ma realtà.
Dentro questa visione rientra anche un punto che considero decisivo: l’interregionalità. Servono protocolli di intesa con le Regioni confinanti, penso all’Emilia-Romagna, su trasporti, sanità, gestione dei consorzi di bonifica e dei rifiuti. Perché i territori di confine vivono esigenze diverse da quelle delle aree metropolitane, e senza collaborazione restano penalizzati.
La sanità è un pezzo fondamentale, certo, ma da sola non basta: senza sicurezza, senza lavoro, senza collegamenti e senza servizi i cittadini se ne vanno. Il Mugello deve diventare un laboratorio di sviluppo e resilienza per tutta la Toscana, non una periferia dimenticata.”
I sondaggi danno Giani vincente e la coalizione di centrosinistra con un discreto margine. Non rischia questa previsione di demotivare le opposizioni? Anche l’indicazione di Tomasi da parte del centrodestra non è stata parecchio tardiva?
“I sondaggi sono una fotografia del momento e spesso sbagliano. Le elezioni si vincono nei territori, non nei grafici. Se qualcuno nelle opposizioni pensa di arrendersi perché i numeri sono favorevoli a Giani, sbaglia di grosso. Io vedo cittadini arrabbiati e stanchi di cinque anni di promesse mancate.
È vero che la candidatura di Tomasi è arrivata tardi, e questo non ha aiutato. Ma adesso c’è bisogno di lavorare con serietà per costruire un’alternativa. Io non mi demoralizzo: anzi, questa è la sfida che voglio vincere.”
Una previsione sui risultati?
“Non faccio numeri, dico solo che la partita è aperta. Il centrosinistra pensa di avere la vittoria in tasca, ma la gente non ne può più. Sono convinta che ci saranno sorprese, e che più cittadini parteciperanno al voto, più sarà possibile voltare pagina. Il cambiamento è possibile, dipende solo dalla voglia di partecipare.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 ottobre 2025




