
MUGELLO -Nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 12 novembre, è morto Luigi Consonni, conosciuto in Mugello per il suo impegno nell’ambito del sociale e del volontariato. Aveva 88 anni, e si era ritirato da qualche anno dalla vita attiva. Era stato nominato Presidente onorario dell’associazione Il Delphino, alla cui costituzione aveva contribuito con dedizione. Ne era rimasto al timone per molto tempo, entrando anche a far parte della Consulta del Terzo Settore della Società della Salute del Mugello, dove ha svolto le funzioni di Presidente.
In passato, ha seguito professionalmente l’evolversi dell’associazione Insieme, costituita a Borgo San Lorenzo nel 1982 per l’accoglienza e il reinserimento di soggetti dipendenti. È stato Assessore ai Servizi sociali in una Giunta degli anni ’90, con il Sindaco Mauro Dugheri. Luigi ha sempre avuto una continuità di visione fra il suo lavoro di educatore e formatore e quello di amministratore o di volontario in un’associazione di famiglie con soggetti fragili. Per lui c’era la persona al centro, e il rispetto dei diritti dei più fragili – nella loro complessità – era l’obiettivo da raggiungere.
È stato un esempio nel voler perseguire la sua missione, riuscendo ad attendere a molteplici impegni, anche quando le condizioni di salute lo avrebbero potuto indurre a una vita meno movimentata. Ma l’esserci – nelle riunioni come nei vari appuntamenti – costituiva per lui una necessità, uno scopo irrinunciabile. Gli piaceva discutere, non temeva opinioni avverse, ma sempre con toni corretti e trasparenti, riuscendo a mediare nei momenti di impasse.
A un certo punto, però, si è saputo fermare, e lo ha fatto con decisione, se pure a malincuore. Ma non è rimasto inattivo, perché con il computer poteva raggiungere tante persone, potendosi esprimere sui temi a lui cari come la politica, la pace e, naturalmente, il sociale.
Qualche anno fa ha voluto rendere pubblica la sua esperienza giovanile di parroco. A seguito dell’uscita di un testo di Maurizio Bassetti, ex frequentatore e suo allievo nei gruppi della Parrocchia del Corpus Domini di Firenze degli anni ’70, mi sollecitò a scrivere un pezzo nel quale si parlasse di questa fase della sua vita. Dopo averlo letto ne fu contento, vi si era riconosciuto, e qui lo riproponiamo per chi lo voglia scorrere di nuovo.
Aveva fatto pace con il suo passato, dandosi il permesso di vivere una nuova dimensione familiare, e di sentirsi anche nonno di un amatissimo nipote acquisito. Un uomo mite e gentile, per il quale non possiamo che sperare il sonno di una pace eterna.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Novembre 2024



