SCARPERIA E SAN PIERO – Anche sul crinale del Monte Gazzaro, molto conosciuto per essere uno dei punti più panoramici del celebre sentiero escursionistico “La via degli Dei”, potrebbe sorgere un impianto eolico. Dopo che nel 2011 il Comune di Firenzuola, con la Giunta Scarpelli, respinse un progetto simile proprio su quel crinale, adesso ne è stato presentato uno nuovo, che al momento è ancora nella fase di verifica preliminare della documentazione da parte della Regione Toscana. Un nuovo piano che propone di realizzare cinque aerogeneratori (oltre 100 metri la torre di supporto, 195 metri l’altezza con le pale. In particolare si tratta di pale con altezza al mozzo di 105 metri, che tracciano un cerchio con un diametro di 180 metri, per un’altezza totale 195 metri circa) che ricadrebbe nel territorio dei Comuni di Firenzuola, Barberino di Mugello e Scarperia e San Piero. In particolare, due grandi pale dovrebbero sorgere sul territorio di Firenzuola, due su quello di Barberino e una in quello di Scarperia e San Piero
Un progetto di impianto che si presenta già particolarmente controverso. Tanto che questa mattina, venerdì 30 Gennaio, sul quotidiano La Nazione il sindaco di Firenzuola Giampaolo Buti afferma che, pur non conoscendo nel dettaglio gli aspetti tecnici, che saranno esaminati dagli uffici, può esprimere già la contrarietà da parte dell’amministrazione comunale. Spiegando: “Basta l’ubicazione proposta, un crinale particolare, attraversato da un’importante sentieristica, a cominciare dalla Via degli Dei, per motivare la nostra contrarietà“. Il territorio di Firenzuola, con i suoi numerosi crinali, ospita tra l’altro, unico Comune mugellano, un impianto eolico in funzione ormai da anni, con 17 pale. Negli ultimi tempi sono stati presentati però altri progetti, e in particolare quello che interessa la zona di Bruscoli, denominato Bordigaie, ha incontrato la contrarietà della popolazione e dell’amministrazione, e anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha espresso parere contrario, mentre gli uffici regionali si sono sono dichiarati favorevoli, e la Conferenza dei servizi ha rimandato la decisione ad Ottobre 2026 (articolo qui)
Tornando al nuovo progetto, va detto che, se anche l’impianto di Bruscoli interesserebbe la “Via degli Dei”, il monte Gazzaro è un luogo particolarmente iconico. Tanto che sulla sua sommità qualche tempo fa un gruppo di volontari ha installato una grande e simbolica porta in pietra serena e alcuni tavoli dello stesso materiale, il tutto a beneficio dei turisti e per valorizzare il paesaggio del Mugello tra i camminatori (articoli qui e qui). E non c’è solo l’aspetto paesaggistico, alle pendici del Gazzaro infatti, sgorga l’acqua Panna. E in questo paesaggio incontaminato si trovano lo stabilimento della celebre acqua minerale e la grande tenuta ad esso collegata, paradiso naturalistico e faunistico. E il timore di turbare questi delicati equilibri è certamente ben presente.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Gennaio 2026









2 commenti
SI CONSIDERANO LE TERRE AGRICOLE E I SITI NATURALI COME RES NULLIUS, qualcosa di vuoto e inutile da riempire, costruire, consumare con facile lucro millantato per moderno progresso sviluppista, con criteri di valutazione socioeconomica superati e forieri di un’ulteriore urbanizzazione selvaggia portatrice di degrado della qualità della vita.
Tutto ciò non fa altro che avvalorare la tesi che i progetti in questione non siano volti al contrasto al cambiamento climatico (che non ha certo cause locali, ma GLOBALI) come millantato alibi reiterato in varie sedi, ma rispondano esclusivamente a logiche di privatissima economia speculativa aziendale e ove oltretutto in alcuni casi le aziende proponenti si sostituiscono allo Stato, avendo addirittura il potere di espropriare.
Le terre fertili sempre più scarse, gli ineludibili servizi ecosistemici del suolo (in primis proprio lo stoccaggio del carbonio e la regimazione idraulica a concreto freno delle alluvioni), la produzione agricola sempre più deficitaria, il paesaggio identitario, la nostra storia e cultura, la grande Bellezza che richiama crescente turismo sostenibile, in nome di una irrisoria riduzione di CO2 GLOBALE è TECNICAMENTE INUTILE PER ATTENUARE LOCALMENTE GLI EFFETTI NEFASTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO, PROVOCATO AL 99.3% LONTANISSIMO DALL’ITALIA, ma sta delineando invece un sicuro masochistico suicidio ambientale, agricolo ed economico, profittevole solo per le imprese, ma socialmente ed eticamente vergognoso e preoccupante per il resto del Paese.
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