
SCARPERIA E SAN PIERO – E’ una storia infinita, quella della causa tra Comune di Scarperia e San Piero – che ha ereditato il caso dal Comune di San Piero a Sieve – ed eredi Corsini per l’esproprio di terreni nell’area di Pianvallico. Una storia che tiene col fiato sospeso il Comune, con l’ultima sentenza della Corte d’Appello, nel 2019, che condannò l’ente pubblico a pagare ai Corsini oltre 11 milioni di euro di indennità – rispetto al milione di euro inizialmente stabilito -. Adesso però questa sentenza non c’è più. Perché la Corte di Cassazione ha accolto una parte dei rilievi avanzati nel ricorso presentato dal Comune, riconoscendoli fondati, cassando dunque la sentenza e rinviando tutto a un nuovo giudizio della Corte d’Appello.
Si allontana così nel tempo il possibile esborso ultramilionario da parte del Comune. E il sindaco di Scarperia e San Piero accoglie con soddisfazione l’ordinanza della Cassazione. Che in pratica ha contestato alla sentenza della Corte d’Appello la poca chiarezza e l’indeterminatezza dei criteri con i quali erano stati calcolati gli oneri da pagare. Su tale determinazione dei coefficienti economici la Cassazione già nella precedente sentenza che aveva annullato la prima sentenza di Appello, aveva eccepito, ma evidentemente la Corte d’Appello non aveva preso in considerazione le osservazioni.
In particolare, nota la Cassazione, la Corte d’Appello di Firenze, nella sua sentenza, “non ha spiegato come è arriva alla quantificazione dei costi di urbanizzazione e, alle osservazioni in ordine alla ritenuta erronea quantificazione dei costi di urbanizzazione sulla base delle sole tabelle comunali, la Corte ha riposto semplicemente riportando quanto scritto nella CTU, ove si legge che «…la base di calcolo degli oneri di urbanizzazione (così come quella degli indici di fabbricabilità) è stata ottenuta dallo scrivente a seguito di formale richiesta di accesso agli atti dello stesso Comune di Scarperia e San Pietro che oggi, per il tramite del proprio CT di parte, la contesta (vedasi allegato C).»
La motivazione è solo apparente, perché la Corte di merito non ha spiegato quale fosse la base di calcolo utilizzata per determinare gli oneri di urbanizzazione”.
Ancora si nota che “il Giudice di merito ha fatto riferimento a fonti informative consultate dal CTU, ma non ha specificato quali fossero, né il contenuto delle informazioni ricevute, rendendo non verificabile la valutazione di correttezza della stima operata, a conferma di quella del primo CTU, in forza di elementi di valutazione non determinati”.
Fatto sta che il ping pong continua. Lo nota anche il sindaco Ignesti: “Si iniziò nel 2007, son passati 18 anni senza avere un giudizio definitivo. Due giudizi in Appello, due in Cassazione, nel primo caso otto anni, poi dieci. E se i privati avranno la volontà di ricorrere nuovamente, passeranno altri anni. Non solo, se il giudizio non fosse a noi favorevole, torneremo sicuramente in Cassazione.”
Ignesti conclude: “Intanto prendiamo atto con soddisfazione di quanto deciso dalla Corte di Cassazione. I nostri rilievi erano fondati. Per il futuro, vediamo cosa decideranno i ricorrenti”.
Il contenzioso sulle aree espropriate riguarda la parte di Pianvallico nella zona verso San Piero a Sieve, via Ilaria Alpi, Borgonuovo, e a far ricorso furono i proprietari di quelle aree, tutti della famiglia Corsini. E Clemente Corsini commenta positivamente l’ordinanzaa della Cassazione. “Finalmente! Aspettavamo da anni questa ordinanza della Cassazione. E siamo felici che la causa possa ora andare avanti, per far valere i nostri diritti rispetto a un incredibile esproprio di 17 ettari di terreno, a un prezzo irrisorio”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Agosto 2025




1 commento
IL Corsini ha ragione da vendere è il sistema giuridico italiano che risulta sbagliato non si può aspettare 20 anni per avere un giudizio di merito sul prezzo dei terreni requisiti arbitrariamente dal sindaco Dugheri di San Piero a Sieve