MUGELLO – E’ una storia due volte bella, quella che stiamo per raccontare. Perché mostra l’attività di un’impresa agricola mugellana di successo, nel settore biologico. E perché questa impresa è riuscita a coinvolgere una trentina di giovani profughi, facendoli lavorare nei campi per la raccolta.
Intanto è terminata la raccolta delle fave, otto ettari, con una produzione di oltre 400 quintali. E tra un paio di mesi inizierà il raccolto delle zucchine. Una produzione rilevante, su dieci ettari, qualcosa come trecentotrenta tonnellate.
L’impresa in questione è l’azienda Borgioli di Borgo San Lorenzo, in collaborazione con l’azienda agricola Fabrizio Ciolli. Ed è Ciolli a coordinare le attività, compreso il personale.
“Abbiamo iniziato con questi ragazzi nel 2015 -racconta-. Prima sui terreni di Figliano, e poi da quest’anno nei terreni di Lutiano, perché non abbiamo più in affitto le terre di Figliano. Tra le coltivazioni di fave prima, di zucchini poi, impieghiamo una trentina di giovani profughi, a girare. Tutti assunti, naturalmente, con regolare contratto”.
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Tre anni fa il primo incontro: “Vennero nei campi di Figliano a chiedere di lavorare, son bravi, e li abbiamo presi. Poi, se qualcuno non è in grado, beh, questi hanno interrotto, perché il lavoro deve andare bene a tutti e due, a me e al lavoratore”. L’integrazione comunque c’è stata, e buona: “Son ragazzi giovani -nota Ciolli-, di tante nazionalità diverse, Gambia, Senegal, Camerun, Costa d’Avorio. All’inizio non è semplicissimo. Penso ad esempio al rapporto con il denaro e il salario: per loro esiste solo il contante, ed entrare nella logica della busta paga, dell’aspettare la fine del mese per riscuotere, non è cosa semplice e immediata. Ma poi la cosa funziona”.
I ragazzi lavorano mediamente 3-4 ore al giorno, e non tutti insieme: hanno infatti dei limiti, nel senso che non possono lavorare e introitare uno stipendio che superi intorno ai 400 euro mensili. Alcuni vanno nei campi, a raccogliere, altri stanno nel magazzino per la preparazione delle cassette destinate al Mercato centrale di Firenze. Dove fave e zucchine di Borgioli&Ciolli hanno un gran successo.
“Le fave -dice Ciolli- siamo riusciti a venderle tutte e anche le zucchine in questi anni sono andate bene, e ogni volta abbiamo aumentatole superfici coltivate. Del resto le zucchine biologiche in Toscana le fanno in pochi, e per questo le nostre sono molto richieste e apprezzate”.





3 commenti
Non solo una storia bella ma anche istruttiva .
Questo imprenditore italiano senza i lavoratori extracomunitari non avrebbe potuto sviluppare la sua attività .
La diversità è ricchezza ….. in tutti i sensi.
Alessandro Bettarini
Dove si comprano questi prodotti?