Si pubblica integralmente il resoconto amministrativo del 6 e del 7 novembre pubblicato sul profilo Facebook del Sindaco Leonardo Borchi di Vaglia. Lungo ma da leggere tutto. Su Scuola, Unione dei Comuni e Assemblea PD.
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‘Oh Leonardo, ho accompagnato i’ mi figliolo alla materna. Si schiantava dal caldo’. O non ci si mette anche il capogruppo consiliare di maggioranza a fare le pulci!. ‘Va bene Roberto, tanto deve uscire vado a dare un’occhiata’. Acchiappo il termometro digitale dai vigili ( da me comprato , qualche anno fa, se non ricordo bene, proprio per misurare la febbre alle scuole) e faccio visita alla materna alle Caselline. Si dà il caso che ci arrivi insieme a due operai che erano lì per la stessa ragione.
20-21 gradi nelle classi, ma con la finestra aperta. ‘Stamattina era molto caldo’. Beata tecnologia. Da non molto è stata cambiata la caldaia. Sonda di calore esterna. Algoritmo sofisticato per regolare la temperatura interna in relazione all’esterno. Troppo sofisticato. Troppo complicato. ‘Ma un termostato interno a trenta euro non c’è?’ Disattivato, giustamente. Incompatibile.
‘Quello che non c’è, non si rompe’. Vecchia saggezza di meccanico. ‘Quello che non si conosce non si ciancica’.
Progetto finalizzato per operai: corso di formazione su caldaie avanzate.
La scuola. Dovevo uscire perché avevo un’incombenza con un’altra scuola. Barellai. Dovevo recapitare un frigorifero, piccolo, acquistato dalla direzione didattica, per cui mi ero reso disponibile per prenderlo a Firenze e così far risparmiare 45 euro di trasporto. Non l’avessi mai fatto, me meschino.
La sera prima, pioviscolava per giunta, ho schiacciato un’ora tra il negozio ed il relativo magazzino, in una delle vie più intasate di Firenze, dove non sapevo parcheggiare il Talebano. ‘Non lo trovo questo ordine’. Dopo lungo scartabellare: ‘Non c’è? E’ in magazzino?’. Monto il commesso sul pickup, almeno lo levo dal passo carrabile (ero a lato pronto a spostarlo; niente risolini sarcastici!). Mi guida al magazzino poco più in là e l’aiuto a scovare il prescelto tra cento scatoloni. Non c’è. Riborda al negozio. Questa volta mi hanno catubato anche il posto davanti al passo carrabile.
Alla fine arriva l’oggetto bello imbottito .Lo carico sul cassino, lo incelofano (ma si dice?!).
Il giorno dopo lo recapito alla scuola….sbagliata. Doveva andare a Vaglia, no a Pratolino.
Ma anche il frigo era sbagliato. Al suo posto mi avevano dato un frizer.
Io come corriere valgo il giusto. Loro come fornitori chi sa di cosa si fanno!
Pomeriggio, giunta dell’Unione Vaglia-Fiesole. Stessa sensazione ovattata, già provata, di faccenda privata di famiglia: solo i due sindaci e la segretaria (su cui non farò commenti, per non incogliere nelle sue ire, in quanto leggermente suscettibile. Ma come è pieno il mondo di permalosi!).
Niente a che vedere con quelle di Vaglia, dove per poco VulcanSputaFuoco non salta sul tavolo, dove invece SuperMario stramazza sotto….il tavolo e le signore si sbracciano animate da entusiasmo (letterale) ispirato a Giovanna d’Arco. Senza tralasciare l’altra segretaria che, per caratterino, non prende punti da nessuno.
Abbiamo riaperto la graduatoria per l’iscrizione all’asilo nido di Montorsoli. E altre cosette.
Ma in tema di Unione devo fare una piccola rettifica. Ho affermato una cosa inesatta. Chiedo venia. Ho detto che da quando siamo con Fiesole ogni vigile ci costa 9/10 mila euro in più all’anno. Effetto dovuto al fatto che si mettono insieme le spese del personale dell’uno e dell’altro comune e poi le si ripartiscono, nel 2013, per il 31% a Vaglia ed il restante 69 a Fiesole. Stante Fiesole avere molti più vigili è chiaro che se ne avvantaggia. Peccato, per noi vagliesi, però che, proprio nel 2013, ogni vigile ci sia costato 30 mila euro in più. Vale a dire ben l’85% in più. A fronte di una spesa, a consuntivo, cioè assodata, di 136 mila euro annue per i vigili di Vaglia, ne abbiamo pagate all’Unione 252 mila. Solo in piccola parte compensate dal fatto che Fiesole pagava il comandante, che per un pezzettino era anche di Vaglia. Così come anche gli introiti del codice della strada, in media un po’ superiori, non riescono a riequilibrare lo scostamento.
Il servizio, poi, giudicatelo voi.
Oggi si è parlato dell’ex macello Messeri in via Roma, a cui come amministrazione siamo interessati ad acquisirlo al patrimonio comunale, per farci una struttura pubblica. Tutto dipende dalle richieste della proprietà.
Riunione quindi a scuola, da me voluta, con il dirigente ed i rappresentanti degli insegnanti e delle bidelle (più connotativo di ‘personale ATA’, tanto asettico!) e operatori della cooperativa del post scuola. Scopo? Conoscersi, collegarsi, confrontarsi, collaborare. Insomma…’con’.
Abbiamo per esempio convenuto (altro ‘con’) che, non andando a realizzare l’ampliamento del Barellai (è quasi certo), dobbiamo intervenire sul plesso di Vaglia, che deve essere attrezzato con una palestra più grande, uno spazio esterno fruibile anche d’inverno… , come anche per le scuole, tutte, si devono ottenere i certificati di idoneità statica e di prevenzione incendi.
Mamme state serene! Abbiamo parlato anche di carta igienica nei gabinetti. Senza ironia, attraverso quella strisciolina di papele, ed la gestione del comportamento in genere nei cessi, passa anche l’educazione alla responsabilità ed all’autonomia.
Stante la complessità ed il valore esistenziale della faccenda, il dirigente ha deciso, saggiamente, di rinviarlo alla discussione del Consiglio di Istituto. Ci voglio essere anch’io.
Da intermezzo tra le due giornate c’è stato… l’assemblea del PD. Ovvero le Baruffe Chiozzotte. E’ mancato poco che volassero le scarpe stile muslim.
Insomma confronto Franco (Bucciarelli) e Leale (Kellis) che ha portato alla scontata, e per quanto invisa alla commissaria, conclusione che l’Acqua santa non può stare con il Diavolo (indovinate chi è il malefico!?)
Augh.
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© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2014






