SCARPERIA E SAN PIERO – La zootecnia nel Mugello ha radici profonde, in un territorio particolarmente vocato. L’Appennino infatti è una fonte inesauribile di pascolamento, e permette di seguire quella che definiamo la linea vacca-vitello, ovvero quel tipo di allevamento che distingue le nostre colline. Le vacche hanno la possibilità di pascolare libere, lì nascono i vitelli, che poi attraverso le colture che vengono fatte nella zona valliva, vengono ingrassate nelle aziende lungo la Sieve. E’ un sistema molto virtuoso che permette di dare una risorsa importante alla montagna, dove si situa un’agricoltura estremamente fragile che ha bisogno di essere diversificata per poter essere sostenibile. Non è possibile vivere solo di castagno, o di zootecnia, ma è un insieme di attività che consente di poter esprimere quelli che sono i valori, anche storici, del nostro territorio.
La CAF è tornata alla ribalta nei momenti di grande crisi del mondo della carne. Perché come spesso purtroppo succede ci si accorge delle virtù che abbiamo quando ci sono degli allarmi , o delle criticita a livello nazionale e internazionale. A quell’epoca la Cooperativa Agricola di Firenzuola attraverso un’attività lungimirante dell’allora Comunità Montana del Mugello e della Val di Sieve ha preso in gestione anche l’unico centro di macellazione e di trasformazione che esiste nel’intera provincia fiorentina . Proprio per riuscire a seguire la filiera, dalla nascita del vitello alla messa in campo dei foraggi da somministrare agli animali, fino alla sua lavorazione e commercializzazione.
E’ un’opportunità, un’opportunità per tutti. Ma nella filiera della carne occorre programmare. Perché per giungere a un vitello maturo da proporre sulle tavole occorrono tre anni: dobbiamo prendere la manza, questa deve rimanere gravida, dopo nove mesi nasce un vitello, dopodiché lo dobbiamo portare alla maturazione. Per questo rimane fondamentale avere compagni di viaggio che insieme a noi riescono a fare programmazione, perché la programmazione permette di poter dare certezze alle aziende, e queste aziende chiaramente devono avere la garanzia di produrre attraverso un sistema virtuoso che poi consente la valorizzazione di questo lavoro.
La nostra forza oggi è avere centrotrenta aziende di cui circa una decina lavorano in agricoltura biologica; perché non dimentichiamo che il Mugello è una realtà particolarmente vocata anche a questo sistema, il sistema dell’agricoltura biologica.
E’ un sistema virtuoso il nostro, alle porte di Firenze e credo vi siano tutti i presupposti per poter dire che nel Mugello esiste un paniere agroalimentare completo che può essere interessante sia per mantenere il territorio, mantenere l’agricoltura e quindi la sostenibilità nella montagna, che per garantire alla popolazione fiorentina e toscana prodotti di altissima qualità.
Alessio Serra Direttore Cooperativa Agricola Firenzuola –
(intervento al convegno promosso dal “Granaio dei Medici” tenutosi nel Palazzo dei Vicari di Scarperia il 26 settembre 2018)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 settembre 2018




