
BORGO SAN LORENZO – Gabriele Gamberi, giovane di Borgo San Lorenzo impegnato in parrocchia come ministrante, riflette sull’arrivo del nuovo anno, con l’augurio che possiamo riscoprire il valore del tempo condiviso, del servizio gratuito, dell’attenzione reciproca. Per non abituarsi a voltarsi dall’altra parte:
Il Capodanno non è soltanto un numero che cambia sul calendario. È un tempo simbolico, una soglia, una porta che si apre e ci mette davanti a una domanda silenziosa ma fondamentale: che uso vogliamo fare del tempo che ci è donato?
In questi giorni siamo quasi naturalmente portati a guardare indietro, a ciò che è stato, alle gioie vissute e alle ferite che ancora fanno male. Allo stesso tempo, guardiamo avanti, verso un futuro che non conosciamo e che spesso ci spaventa. In mezzo, però, ci siamo noi: con la nostra libertà, la nostra responsabilità, la nostra capacità di scegliere e di prenderci cura.
Vivendo la parrocchia dall’interno, soprattutto attraverso il servizio come ministrante nell’Unità Pastorale di Borgo San Lorenzo, questa domanda smette di essere astratta e diventa molto concreta. Stare all’altare durante le Messe domenicali, accompagnare momenti di festa e di gioia come i matrimoni, le comunioni, le cresime e i battesimi, ma anche condividere il silenzio e il dolore dei funerali, significa entrare in contatto con tutta la vita delle persone. È un servizio che educa a guardare in faccia la realtà, senza sconti. Insegna che la fede non elimina le fatiche dell’esistenza, ma le attraversa, le accoglie, le affida. Non risolve tutto, ma dà un senso al cammino.
Proprio in questi momenti, si comprende quanto siano vere le parole di Primo Levi, quando scrive che “ogni tempo ha il suo fascismo”, intendendo ogni forma di indifferenza, di chiusura, di rinuncia alla responsabilità personale. Anche oggi il rischio più grande non è sbagliare, ma abituarsi a voltarsi dall’altra parte, a non sentire più il peso delle domande, del dolore e della speranza degli altri. Il servizio in parrocchia educa invece a fare l’opposto: a stare, a rimanere presenti, a non fuggire davanti alla vita, nemmeno quando è fragile o scomoda.
Il cardinale Carlo Maria Martini, quando era arcivescovo di Milano, ricordava spesso nelle sue omelie che «la Chiesa non ha soluzioni facili, ma condivide le domande degli uomini». È una frase che dice molto anche alla nostra realtà locale. La parrocchia non è un luogo perfetto, dove tutto è già sistemato, ma uno spazio in cui si impara a cercare insieme, ad ascoltarsi, a leggere la realtà alla luce del Vangelo. Anche un servizio apparentemente semplice, come quello del ministrante, diventa allora un segno concreto: dire «sono qui» agli altri, camminare insieme, senza mettersi al centro.
In questo orizzonte si inseriscono anche le parole di Papa Francesco, quando ricordava che «il futuro ha un nome, e questo nome è speranza». Non una speranza ingenua o fatta di slogan, ma una speranza concreta, che nasce dall’impegno quotidiano, dalla cura delle relazioni, dal coraggio di servire senza cercare applausi. È una speranza che cresce lentamente, nel tempo, attraverso gesti semplici e spesso nascosti, ma autentici.
All’inizio di questo nuovo anno, l’augurio è che come comunità del Mugello e di Borgo San Lorenzo possiamo riscoprire il valore del tempo condiviso, del servizio gratuito, dell’attenzione reciproca. Che la parrocchia continui a essere una casa aperta, capace di accogliere le domande di tutti, soprattutto dei giovani, e di offrire non risposte preconfezionate, ma presenza, ascolto e cammino.
Per questo, la notte di Capodanno (stanotte), vi invito a fermarvi, anche solo per un momento. Fermarvi per ringraziare per ciò che è stato, per affidare ciò che non comprendiamo, per iniziare il nuovo anno non solo con un brindisi, ma con uno sguardo più consapevole e vero sulla nostra vita e su quella degli altri.
Buon anno a tutti, perché il tempo che ci è affidato diventi occasione di crescita, di responsabilità e di speranza concreta, da vivere insieme!
Gabriele Gamberi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 Dicembre 2025






