Domenica scorsa, tre maggio, è stata inaugurata la “Biblioteca Franco Belli” nella frazione di Traversa nel comune di Firenzuola. Prima del taglio del nastro il sindaco Claudio Scarpelli ha detto: “qui non avete gettato un seme, avete piantato un albero grande e robusto”. È vero! La biblioteca è lì, sulla statale della Futa, nel centro del paese, accanto al Circolo e alla Posta, pronta ad accogliere lettori grandi e piccoli (una parte è adibita a ludoteca), a far vivere dibattiti e iniziative culturali.
Ma questa pianta grande e robusta nasce da un seme gettato tanto tempo fa, da un sogno Franco Belli.
Franco Belli alla Traversa. Franco Belli e la Traversa. È una storia lunghissima che ha coinciso con la vita di Franco e che continua ora, dopo che Franco è morto, due anni fa.
Bambino sfollato durante la guerra e sfollato nel posto peggiore: lasciare Siena per “rifugiarsi” nel cuore della Linea Gotica, a due passi dalla residenza prima di Kesselring e poi di Clark, ha voluto dire farsi quasi due anni di guerra in più.
Bambino sfollato, Franco è diventato un traversino, è cresciuto con i bambini della Traversa e poi con i giovani e con gli adulti, compagni di giochi, di lazzi, di discussioni e di bevute, nei lunghi mesi estivi e spesso anche d’inverno.
La Traversa dalla vita si è trasferita negli scritti, nelle poesie e nei libri di Franco. Uno per tutti, la Bibeide. Perché Franco si sente, ed è, prima di tutto poeta. Ma è anche pittore, attore, regista, economista e professore universitario, lettore appassionato e bibliofilo.
Alla Traversa, come ovunque, si deve leggere di più. Ci vorrebbe una biblioteca. Dobbiamo realizzare una biblioteca. Questo è il seme. Un seme che ha cominciato a germogliare molto tempo prima che Franco morisse. Un seme che gli amici di Franco hanno coltivato con cura. E ora la giovane pianta vigorosa è lì, nella bella sede accanto all’ufficio postale.
Una biblioteca nata senza un centesimo di finanziamento pubblico e basata sul lavoro volontario degli associati. In molti hanno preso la tessera al momento dell’inaugurazione.
L’Associazione Sportiva Alto Santerno ha infatti costituito un Comitato per la biblioteca e si è impegnata, come ha ricordato il presidente Marcello Lecami, a destinare alla gestione e alla crescita di questa iniziativa una parte dei ricavi delle feste e delle sagre organizzate nel periodo estivo.
In moltissimi erano presenti alla cerimonia di domenica scorsa. Tanti traversini, ma anche amici venuti “da via”, stretti intorno alla famiglia di Franco, la moglie e le figlie, che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione della biblioteca, donando arredi e libri.
Persone che Franco ha coinvolto nei suoi spettacoli estivi, dove tutti potevano recitare, cantare e suonare. Tanti che lo hanno seguito nella pazza rassegna Seghe e poesia, che si svolgeva nella falegnameria della Traversa e finiva con grandi vassoiate di tortelli. Il ricavato andava all’Ospedale Meyer di Firenze. Fosco Fratti, che di Franco è stato complice in quella pazzia poetica, come tanti dei presenti, non riusciva a colmare con la soddisfazione per l’apertura della biblioteca il vuoto che Franco ha lasciato.
Un evento, l’apertura della biblioteca, che, per chi non ha partecipato al lungo e impegnativo lavoro per realizzarla, è stato un po’ come un colpo di teatro, una apparizione e una materializzazione improvvise di un sogno che viene da un altro mondo, come l’Ombra di Dario interpretata da Franco nei Persiani di Eschilo al Cimitero della Futa. Con Gilberto Colla e Alfredo Puccetti ho condiviso per anni il lavoro teatrale con Franco nella compagnia Archivio Zeta e domenica mattina ci siamo sentiti un po’ traversini anche noi. Perché questa era un’altra capacità straordinaria del Belli: fare amare la Traversa anche a chi non c’era mai stato, figuriamoci a quelli che, come noi, ci passavano in mezzo quasi ogni giorno.
Quando Anna, la moglie di Franco, ha scoperto la targa della biblioteca e ha tagliato il nastro, tutti, commossi, ci siamo stretti intorno a lei e alle sue figlie. Ci siamo sentiti una comunità. Cittadini accomunati in un progetto culturale. E questa è una cosa straordinaria resa possibile dal sogno di Franco Belli.
Luciano Ardiccioni
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2015


