BORGO SAN LORENZO – Da martedì 1 a sabato 5 Ottobre si terranno le elezioni per il rinnovo dell’assemblea che governa il consorzio di bonifica del Medio Valdarno, del quale fa parte anche il territorio del Mugello. Elezioni consortili che dovranno scegliere i 15 consiglieri che rappresenteranno i consorziati nell’Assemblea Consortile, organo di indirizzo politico-amministrativo del Consorzio di Bonifica. A questi si aggiungeranno 13 consiglieri nominati tra i rappresentanti degli enti pubblici locali. Tra i candidati mugellani troviamo anche Umberto Borgioli, noto imprenditore agricolo mugellano, che abbiamo intervistato chiedendogli un parere sullo stato dei fiumi mugellani:
Sei tra i tra i candidati per l’assemblea del Consorzio di bonifica, come è nata la decisione di mettersi in gioco in questo campo?
“Sì, sono tra le persone che hanno dato la disponibilità a candidarsi, in quanto imprenditore agricolo. Poi nel mio caaso è anche una sorta di eredità. Mio padre Adriano Borgioli era vicepresidente del consorzio di bonifica. La sua esperienza mi ha lasciato un buon ricordo, e il gruppo al quale mi affianco, che lavorerà in continuità con l’attuale gestione del consorzio, ha ritenuto di invitarmi a presentare una candidatura. Solitamente sono molto restito ad assumere incarichi del genere, anche perché con il lavoro sono abbastanza impegnato ed ho pochissimo tempo; quindi dico sempre di no. Ma stavolta il tema è importante per gli imprenditori agricoli, io tra l’altro sono tra gli alluvionati dello scorso anno. Sul tema gli agricoltori hanno un interesse diretto”.
Quali danni ha patito la sua azienda lo scorso anno?
“I nostri terreni si trovano prevalentemente in Mugello, nel comune di Borgo San Lorenzo, Vicchio, Barberino di Mugello, qualcosa a Firenzuola, però il grosso è nella zona di Valdastra, quindi Cardetole, Lutiano e Olmi, tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve. Quello è il nucleo storico della nostra azienda; anche se abbiamo terreni anche in altre zone della Toscana, nella piana di Capannori, a Lucca, e nella zona di Sesto Fiorentino: tutte zone molto esposte alle conseguenze delle precipitazioni. Lo scorso anno, però, siamo finiti sott’acqua in Mugello, nella zona di Olmi. La notte del 3 novembre siamo andati completamente sott’acqua, si è completamente allagato il capannone, con una perdita di circa 260 rotoballe di fieno e tutte le conseguenze del caso. Siamo ancora in attesa di rimborsi, è un nervo scoperto”.
Quindi anche in Mugello sono necessari ulteriori interventi di bonifica?
“Tutti ormai vediamo le conseguenze dei problemi idraulici, sia nell’eccesso che nella carenza. Tra le nostre colture ci sono anche gli ortaggi, che hanno bisogno di acqua. Si cerca di ottimizzare al massimo i quantitivi, ad esempio ricorrendo all’irrigazione a goccia. Ma quando c’è carenza idrica si rischia di perdere il prodotto, o nel caso degli allevamenti di mettere gli animali in ginocchio. Il tema quindi è quello di immagazzinare acqua nei momenti in cui è presente in abbondanza, come in questi giorni di maltempo, per utilizzarla quando serve. Per questo servono gli invasi. Purtroppo se ne parla nei momenti di emergenza, ma poi emergono impedimenti e vincoli. È una delle cose a cui teneva tantissimo mio padre, che si è dato molto da fare per portare avanti tutti i progetti legati agli interventi compensativi per le opere dell’Alta Velocità. Lui è mancato nel 2021, per qualche tempo ho cercato di portare avanti questa tematica, poi mi sono reso conto che era sfumato tutto, non se n’è fatto di niente”.
Quale sarebbe la prima cosa che vorrebbe fare se venisse eletto?
“Premetto che non ho mai lavorato nel Consorzio Bonifica, che per me sarà un mondo nuovo. Da imprenditore agricolo posso dire però che la cosa più urgente da fare sarebbe coinvolgere nella gestione dei corsi d’acqua anche gli agricoltori. Consentire loro di intervenire per la manutenzione, come è sempre stato fatto anche in passato, cercando forme compensative commisurate all’entità degli interventi. Al momento, invece, se un agricoltore interviene per rimuovere un albero che crea problemi ad un corso d’acqua rischia anche una multa. Dovremmo riuscire a snellire un po’ questa burocrazia per iniziare a fare anche le attività di manutenzione ordinaria, che sono alla base della gestione dei corsi d’acqua”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Settembre 2024




3 commenti
La gestione del territorio è una gestione complessa che richiede sicuramente l’aiuto degli agricoltori ma anche di altri soggetti compresi i privati. Gli interventi dovrebbero essere ben pianificati a livello di bacino e non solo di singolo comune. Tutto ciò dovrebbe essere fatto appoggiandosi anche a chi si occupa in modo sistematico di gestione del territorio e dei fiumi in particolare. Un esempio su tutti il Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (CIRF)che da anni si occupa di queste problematiche. Da un po’ di tempo la gestione dei suoli agricoli (e non solo), è stata funzionale, solo per fare un esempio, alla meccanizzazione spinta: trattrici agricole e mezzi di grandi dimensioni, che hanno portato all’eliminazione di tutte le piante e le siepi camporili (i francesi lo chiamano bocage) oltre che delle “piccole” sistemazioni idrauliche necessarie al corretto smaltimento delle acque. Chiedo scusa per la brevità del mio intervento e concludo tralasciando moltissime altre tematiche che sarebbe fondamentale trattare ma impossibile in questo contesto.
Bravo conoscevo bene Tuo padre e vedo che Tu hai le idee chiare in testa
prosegui così avrai una vita dura per farti ascoltare .