BORGO SAN LORENZO – Continuano le schermaglie tra il gruppo di centrodestra a Borgo San Lorenzo e la consigliera di minoranza Dem ed ex assessore del comune mugellano Cristina Becchi (articolo qui). Al centro il Foro Boario ed il PNRR. Ecco la nota del gruppo Borgovisione
Cristina Becchi invita il centrodestra a non guardare al passato. E ha ragione: bisogna guardare sempre avanti – si legge nella risposta alla consigliera Dem -. Ma quando si parla di opere pubbliche e di soldi dei cittadini, il passato conta eccome, soprattutto se i progetti che oggi devono essere completati o corretti richiedono ulteriori risorse dalle tasche dei cittadini. È bene ricordare che il progetto del Foro Boario fu presentato dalla Giunta Omoboni, della quale Cristina Becchi era vicesindaca e aveva proprio la delega ai progetti PNRR. L’attuale amministrazione, una volta preso in carico l’intervento, ha dovuto prevedere integrazioni essenziali che nel progetto originario non c’erano: colonnine elettriche, punti acqua e l’illuminazione necessaria per lo svolgimento degli eventi. Lo afferma lo stesso Comune di Borgo San Lorenzo. E non è l’unico caso. Sul Romanelli l’attuale Giunta ha dovuto approvare nel 2025 un secondo stralcio del progetto PNRR, mentre il Comune ha riconosciuto ritardi legati alle difficoltà nella validazione definitiva del progetto esecutivo. Questo non significa attribuire meriti all’attuale amministrazione, che peraltro in campagna elettorale si era dichiarata contraria ad alcune opere PNRR poi realizzate. Significa semplicemente ricordare che stiamo parlando di denaro pubblico e che è legittimo chiedere conto di come i progetti siano stati pensati, finanziati e realizzati. Quanto poi alla presunta ‘criminalizzazione’ del PNRR, forse vale la pena rinfrescare la memoria. Il 31 luglio 2023 proprio Cristina Becchi fu tra i promotori, a Borgo San Lorenzo, del flash mob “Giù le mani dal PNRR”, organizzato dopo la proposta del Governo di revisione del Piano. Parteciparono amministratori di quasi tutto il Mugello e furono prospettati “rischi pesantissimi” per opere come Foro Boario, Romanelli e piscine. Pochi giorni dopo, il 10 agosto 2023, i sindaci mugellani incontrarono a Borgo San Lorenzo la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti e il senatore del Partito Democratico Dario Parrini. Stefano Passiatore spiegò che nei Piani urbani integrati il Mugello aveva circa 7,5 milioni di euro di interventi già affidati. Mazzetti garantì la propria disponibilità a verificare progetto per progetto e rassicurò sull’impegno del Governo a non interrompere le opere, individuando possibili finanziamenti alternativi per quelle eventualmente escluse dal PNRR. Nessuna criminalizzazione del PNRR, quindi, ma pieno sostegno da parte del centrodestra locale e di esponenti della maggioranza di Governo affinché i fondi destinati al territorio non andassero perduti, pur nella legittima differenza di valutazione su quali opere fossero realmente necessarie e quali potessero invece rappresentare un impiego discutibile di denaro pubblico. A distanza di tre anni possiamo almeno registrare un fatto: quelle preoccupazioni non hanno impedito all’Italia di proseguire nel percorso europeo del Piano. Nel giugno 2026 la Commissione europea ha erogato all’Italia anche la nona rata, pari a 12,8 miliardi di euro, dopo la valutazione positiva dei relativi obiettivi. Nessuno, quindi, mette in discussione l’utilità dei fondi PNRR, né il fatto che senza quei finanziamenti molte opere non sarebbero state possibili.
Il punto è un altro: ottenere un finanziamento non significa automaticamente aver progettato bene un’opera. E se successivamente servono integrazioni, varianti e ulteriori risorse comunali, chiedere come e perché sia accaduto non significa ‘fare opposizione al passato’. Significa esercitare quel controllo che la politica deve garantire quando sono in gioco i soldi dei cittadini. Il principio che da sempre guida il centrodestra è il buon uso del denaro dei contribuenti e la sostenibilità economica dei progetti e delle scelte politiche. Questo vale per gli interventi finanziati con il PNRR così come per tutti gli altri capitoli di spesa che incidono sulle famiglie del nostro Comune, comprese, ad esempio, le politiche di gestione della raccolta dei rifiuti. Siamo certi che riconoscere gli errori del passato o del presente, per evitare di ripeterli e per chiedere a chi oggi amministra le necessarie correzioni, sia il modo migliore per guardare davvero al futuro, nell’interesse di tutti i cittadini di Borgo San Lorenzo. E una piccola precisazione finale: l’attuale amministrazione non governa Borgo San Lorenzo ‘da tre anni’. Il nuovo mandato è iniziato nel luglio 2024. Anche sulle date, quando si chiede agli altri di occuparsi del presente, conviene essere precisi.
Arriva in redazione la controreplica di Cristina Becchi, che pubblichiamo di seguito:
Mi dispiace vedere la miopia della politica di oggi. Mi dispiace soprattutto vedere che, a volte, chi fa politica non si fermi a ragionare su una cosa molto semplice: quando escono dei Bandi di finanziamento, bisogna anche sapere quando, amministrativamente, le cose si possono fare e cosa si può fare .
Mi dispiace vedere un centrosinistra diviso e, dall’altra parte, un centrodestra, che sembra ancora confrontarsi con l’amministrazione di cinque anni fa, invece di riuscire a costruire un’opposizione su ciò che accade oggi. E alla fine non si capisce più bene chi la pensi come chi, né su cosa.
Quello che manca, a mio avviso, è una visione. ( parafrasando Borgo Visione)
Io, per fortuna, continuo semplicemente a dire quello che penso. E continuerò a farlo. Difendo i fondi del PNRR perché credo che vada riconosciuto ciò che hanno prodotto concretamente sul nostro territorio.
Senza quelle risorse oggi non avremmo, per esempio, la scuola di Ronta, inaugurata anche dall’attuale sindaco, che ne ha quindi riconosciuto il valore. Non avremmo il Foro Boario che oggi permette di ospitare feste e manifestazioni . Non avremmo Villa Pecori ristrutturata. Non avremmo il nuovo asilo nido ormai prossimo all’apertura, piscina e palestre ristrutturate
E probabilmente, senza quelle risorse, oggi i nostri bilanci sarebbero impegnati soprattutto a cercare di garantire solo la manutenzione ordinaria, con sempre meno margini per costruire qualcosa di nuovo.
Per questo rivendico quei lavori e rivendico il fatto che quelle risorse siano state intercettate. Se per completare tutto questo è stato necessario mettere una parte di risorse di bilancio e chiedere uno sforzo agli amministratori, credo che sia uno sforzo che vale la pena sostenere quando il risultato resta sul territorio e diventa patrimonio della comunità.
E torno anche su una questione precisa, perché sulle amministrazioni le date contano. Sul Foro Boario, a luglio 2024 c’erano i tempi amministrativi, ed il momento giusto, per intervenire con una variante sulle cucine e prevederne la realizzazione utilizzando le risorse, 800 mila euro, disponibili, lasciati in dote dalla nostra amministrazione
Questo non è un giudizio politico. È una questione di tempi, procedure e possibilità amministrative. Per questo, prima di parlare, forse sarebbe utile ricordarsi da quale parte del tavolo ci si trova. Perché amministrare significa anche questo: conoscere i tempi, conoscere le procedure e assumersi la responsabilità delle scelte.
Io continuo a fare la mia parte: dire quello che penso, nel merito delle cose e senza dimenticare da dove veniamo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 ottobre 2026





