
VICCHIO – Dopo l’audizione del pubblico ministero Ornella Galeotti (articolo qui), che ha messo in luce, per la vicenda del Forteto, la mancanza di provvedimenti disciplinari nelle articolazioni dello stato, a partire dal Tribunale fino ad Asl e servizi sociali; oggi, giovedì 30 Aprile, il quotidiano La Nazione in un articolo a firma di Stefano Brogioni cita in merito anche il “Consiglio superiore della magistratura” (Csm). In questo caso si cita una delibera del Csm del 23 Ottobre 2019, quando l’organo di autocontrollo fu chiamato ad esprimersi in merito dagli uffici del Consiglio regionale.
In quell’occasione, riporta Brogioni, il Csm “decise che non c’erano più i presupposti per intervenire”, in quanto “I magistrati che avevano avuto rapporti con Rodolfo Fiesoli non erano più in servizio o erano deceduti”. L’occasione fu comunque colta per esprimere un giudizio piuttosto severo. Ad esempio si ricostruisce l’opera di Gian Paolo Meucci, all’epoca presidente del Tribunale dei minori, in merito alle prime vicende processuali degli anni Settanta, culminate nella condanna di Fiesoli e Goffredi da parte della Corte Europea, divenuta definitiva nel 1985. Secondo Brogioni, che cita il Csm, Meucci si era convinto che i due “fossero vittime di una sorta di macchinazione politica ordita ai loro danni, tant’è che pochi mesi dopo l’iniziale scarcerazione di Fiesoli, avvenuta ai primi mesi del 1979, gli affidò un minore down, quasi a suggellare il fatto che egli ritenava l’indagine viziata da pregiudizio”. Spiegando poi che secondo il Csm proprio questa fiducia di Meucci avrebbe poi consentito a Goffredi e Fiesoli di acquisure credibilità nelle relazioni sociali e istituzionali.
La relazione del Csm si è poi espressa anche sull’operato di Piero Tony, presidente del tribunale minorile dal 1998 al 2003. Che secondo l’articolo “continuò a ritenere il Forteto una risorsa affidabile e Fiesoli vittima di una persecuzione”. Ancora, si cita anche l’operato di Andrea Sodi, sostituto procuratore, che “aveva un rapporto sistematico con il Forteto, dove faceva la spesa e si recava a cena in amicizia”. Fino a concludere: “Ma, nè per Sodi nè per altri, non venne mai avviata alcune azione individuale”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Aprile 2026






