MUGELLO – Dopo la reazione del Comune di Vicchio alla sentenza di condanna a risarcimenti per circa 1 milione e 700 mila euro (articolo qui), Lo Studio Legale Associato CNTTV insieme all’avvocato Giovanni Marchese commentano la decisione e spiegano le ragioni dell’importo elevato:
“Abbiamo letto le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Vicchio in merito alla sentenza civile che ha condannato il Comune al risarcimento dei danni nel caso Forteto, definendo la condanna ‘sproporzionata’.
Comprendiamo le preoccupazioni di un’amministrazione rispetto all’impatto economico di una decisione giudiziaria. Tuttavia riteniamo necessario riportare il dibattito sul punto essenziale.
Qui non si sta parlando di numeri.
Qui si sta parlando di cittadini che hanno subito un danno gravissimo, accertato da sentenze penali definitive e oggi riconosciuto anche nelle sedi civili.
Per molti anni la vicenda del Forteto è stata raccontata come una storia controversa o isolata. Oggi sappiamo che non è così. I fatti sono stati riconosciuti e accertati dai tribunali e riguardano persone che hanno visto compromessa una parte della propria vita, della propria crescita, dei propri legami familiari.
Le sentenze civili che oggi riconoscono il risarcimento non fanno altro che applicare un principio fondamentale del diritto: quando un danno gravissimo viene accertato, deve essere risarcito.
Il quantum del risarcimento riconosciuto dai giudici deriva proprio dalla natura di quel danno: un danno non patrimoniale gravissimo, che comprende il danno psichico, morale ed esistenziale, la compromissione dello sviluppo della persona e la perdita di anni di vita che nessuna somma potrà mai realmente restituire.
Come ricordato nelle decisioni giudiziarie, infatti, una parte della vita di queste persone è stata loro sottratta.
E nessun risarcimento potrà mai essere davvero sufficiente a colmare quella perdita.
È inoltre importante chiarire un aspetto giuridico essenziale: nel nostro ordinamento, quando più soggetti concorrono a causare un danno, opera il principio della responsabilità solidale.
Questo significa che la vittima ha diritto ad ottenere il risarcimento da ciascuno dei responsabili.
La questione della ripartizione interna del danno non riguarda le vittime: riguarda invece i soggetti che hanno concorso a causarlo.
Nel caso Forteto i soggetti coinvolti sono molteplici e operano su diversi livelli istituzionali:
– la Cooperativa Il Forteto,
– i responsabili individuali già condannati in sede penale,
– gli enti pubblici e i servizi sociali che avevano il compito di vigilare,
– le strutture del sistema di tutela dei minori che nel tempo sono state coinvolte nelle decisioni di affidamento e controllo.
Se vi sono più corresponsabili, sarà tra questi soggetti che dovrà avvenire la ripartizione delle rispettive quote di responsabilità.
Il Comune, come qualsiasi altro soggetto coinvolto, ha tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per rivalersi sugli altri corresponsabili, esercitando le azioni di regresso previste dalla legge.
Ma questo è un tema che riguarda i rapporti tra i responsabili.
Il punto centrale non deve essere spostato.
Qui si sta parlando di una responsabilità dello Stato a vari livelli, che i tribunali hanno accertato dopo anni di processi.
E si sta parlando di decine di persone che, dopo un lunghissimo percorso giudiziario, stanno finalmente ottenendo un riconoscimento del danno subito.
Lo Studio Legale assiste numerose vittime del Forteto, segue questa vicenda da anni .
Le persone che rappresentiamo hanno attraversato un percorso lungo e difficile: prima i processi penali, poi i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e oggi le azioni civili per il risarcimento dei danni.
Per questo riteniamo importante che il dibattito pubblico non perda di vista ciò che davvero conta.
Il tema non è quanto costa una sentenza.
Il tema è il danno immenso che queste persone hanno subito.
E il fatto che oggi la giustizia lo stia finalmente riconoscendo.
Perché una parte della loro vita è stata portata via.
E nessuna sentenza potrà mai restituirla davvero.
Studio legale CNTTV insieme all’Avv. Marchese
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 marzo 2026



