BORGO SAN LORENZO – Il sabato a scuola al Giotto Ulivi sarà solo un ricordo? Ci sono infatti importanti novità in vista alla scuola superiore di Borgo San Lorenzo . Il Collegio dei Docenti ha approvato l’articolazione delle lezioni su cinque giorni per l’anno scolastico 2026/2027. E adesso l’ultima parola spetta al Consiglio d‘Istituto, che si riunirà venerdì 19 Dicembre.
Ma andiamo con ordine. La decisione del Collegio dei docenti è stata assunta giovedì 11 Dicembre, con il voto favorevole a maggioranza per la scansione della settimana scolastica in 5 giorni anziché 6 (settimana corta, dal lunedì al venerdì) a partire dall’anno scolastico 2026/27.
Per passare alla fase operativa, adesso sarà necessario il voto favorevole del Consiglio d’Istituto. Afferma il dirigente scolastico Marco Menicatti: “Il lavoro settimanale è concentrato per tutti i settori lavorativi dal lunedì al venerdì, eccetto che per il commercio, il divertimento e i presìdi d’emergenza; – anche tutte le scuole medie mugellane del primo ciclo sono ormai organizzate su 5 giorni”. E aggiunge: “Il sabato è impossibile garantire una copertura adeguata agli studenti con sostegno scolastico, a causa della totale indisponibilità del personale educativo di supporto fornito dall’ente locale”.
Spiega ancora Menicatti nella circolare scolastica: “Il personale non docente della scuola (Assistenti Tecnici, Collaboratori Scolastici, Assistenti Amministrativi), lavorerebbe su 5 giorni come in tutte le altre scuole del territorio, con notevole vantaggio di efficienza e motivazione professionale, dando concretezza al rispetto dei diritti di tutti i lavoratori; – i 5 giorni permetterebbero di eliminare le differenze, in termini di diritti e doveri, tra i docenti della scuola che hanno già il sabato o il lunedì libero (questo anno sono più dei due terzi del totale) e chi non ce l’ha”.
E conclude: “Rivolgendomi in particolare alle componenti genitori e studenti del Consiglio d’Istituto, auspico che queste supportino il processo di cambiamento e miglioramento della scuola, favorendo così anche la riapertura, nel prossimo futuro, del dialogo sul tema di nuovi indirizzi richiesti dal territorio e dalle famiglie”.
La proposta (qui la circolare con il documento integrale) è stata curata da un gruppo di lavoro composto dai docenti Elena Bargioni, Leonardo Gabellini, Fulvio Landi, Simona Pieri, Folco Senesi, Marco Truglia e Marta Zanieri. Che nelle loro conclusioni affermano:
Gli studenti potranno realmente godere della possibilità di disporre per sé di un giorno alla settimana e saranno maggiormente autonomi e responsabilizzati, dovendo scegliere come organizzare il lavoro individuale nel fine settimana.
Potranno poi godere di un fine settimana in compagnia delle proprie famiglie o da dedicare ad attività sportive e extrascolastiche. Inoltre, gli studenti sono già abituati alla didattica su cinque giorni, che poi ritroveranno nel prosieguo degli studi universitari, essendo di fatto solo la scuola superiore organizzata su sei giorni.
Anche agli studenti fragili sarà dedicata una più omogenea attenzione nei cinque giorni in istituto, superando le difficoltà sempre riscontrate nella copertura del sabato, giorno nel quale molto del personale educativo non è presente. L’organizzazione didattica potrà essere più armoniosa, consentendo un maggiore equilibrio e una migliore distribuzione delle materie nel corso della settimana grazie alla presenza omogenea di tutti i docenti. La nostra proposta è una proposta tecnica.
Non pretendiamo, con essa, di risolvere i problemi didattici di cui siamo tutti consapevoli, ma auspichiamo che questo possa essere un punto di partenza per ripensare la nostra didattica, partendo da una proficua collaborazione tra tutti i dipartimenti. Infine, tutti i docenti potranno godere in ugual modo di un giorno settimanale libero, non essendo solitamente previste attività complementari nel sabato e i docenti fuorisede, precari ma non solo, avranno più spesso la possibilità di rientrare nei luoghi di residenza e raggiungere le proprie famiglie.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Dicembre 2025







3 commenti
Io non sono d’accordo…il CAT e il GAT faranno 9 ore il lunedì!neanche a lavorare si fanno tutte queste ore…
I due giorni di fila di riposo alla fine non lo saranno perché comunque ci sarà da studiare ed organizzare il lunedì del rientro ( almeno per i tecnici) e comunque la settimana…senza contare che ogni giorno ci sarà una materia in più da preparare…non mi convincono i 5 giorni… bisognerebbe chiedere ai ragazzi
Credo che più che responsabilizzare gli alunni sia una scelta che agevola un sistema scolastico che non riesce ad organizzare l’adeguata copertura dei sabati lavorativi da parte degli insegnanti. Gli studenti dovranno sopportare orari nei 5 giorni scolastici che gli sovraccaricheranno di ore studio per giorno, oltre che rendere loro meno gestibile lo spazio giornaliero post lezioni da dedicare alla preparazione della giornata scolastica successiva e al tempo libero. Pensiamo anche a chi vive più lontano dalla scuola e impiega più tempo a rientrare a casa. Spero si faccia una scelta di buon senso che tenga conto più del beneficio per i giovani studenti attuali e futuri, che del vantaggio o svantaggio per categorie di insegnanti efficienti che oltretutto credo non abbiamo bisogno del Sabato di festa per trovare quella motivazione che il lavoro che hanno scelto impone.
Il sabato libero per chi? Per i ragazzi o per gli insegnanti?
No perché queste proposte “innovative” hanno più l’aria di concedere ulteriore tempo libero (come se non bastassero le lunghissime vacanze natalizie e pasquali e i tre mesi estivi) ai docenti, che non creare reali vantaggi agli studenti dei quali, scommetto, gliene importa il giusto.
Studenti che si troverebbero a tornare alle loro case ancora più tardi durante la settimana (chi abita lontano ad esempio Barberino o Val di Sieve, già adesso pranza, si fa per dire, alle 16/16,30), sempre stracarichi di compiti da fare per il giorno o i giorni successivi.
Nell’articolo si parla di organizzazione didattica più armoniosa e maggiori equilibrio e distribuzione delle materie durante la settimana, ma per caso questi signori hanno pensato anche a ridurre il peso del lavoro che rifilano ai ragazzi a casa?
Non credo proprio e l’ultimo paragrafo dell’articolo, se ce ne fosse stato bisogno, avvalora ancora di più la mia tesi.
Se passa questa proposta, che nessuno si azzardi a sbandierarla come una grande conquista perché lor signori (e signore) l’avranno ottenuta esclusivamente sulla pelle degli studenti e delle loro famiglie.