DICOMANO – Quella storia della quale sono venuti a conoscenza in occasione delle iniziative per la Giornata della memoria, lo scorso Gennaio, li ha profondamente colpiti. Tanto che i bambini della 5 A e 5 B della scuola primaria di Dicomano hanno scritto una lettera al sindaco di Dicomano Massimiliano Amato, nella quale facevano presente proprio la vicenda di Sergio De Simone, bambino napoletano deportato e torturato dai nazisti. E ieri, martedì 9 Giugno, il sindaco e i bambini della scuola hanno scoperto a Dicomano un pannello in memoria di Sergio, loro coetaneo.
Quella di Sergio De Simone è una storia drammatica: era un bambino ebreo di solo otto anni, nato e cresciuto al Vomero, a Napoli. Il 29 marzo 1944 venne deportato con la famiglia ad Auschwitz-Birkenau, dove perse la propria identità e fu separato dai suoi cari. Fu scelto da Josef Mengele tra venti piccoli per essere usato come cavia negli esperimenti medici voluti dal nazista Kurt Heissmeyer. Trasferito nel campo di Neuengamme, vicino ad Amburgo, fu sottoposto a iniezioni e interventi chirurgici che lo fecero ammalare gravemente. Il 20 aprile 1945 in vista dell’arrivo dell’esercito britannico, i nazisti lo portarono alla scuola di Bullenhuser Damm e qui lo impiccarono. Fu l’unico bambino italiano vittima di questo programma atroce.
Di seguito uno stralcio del discorso pronunciato dal sindaco Massimiliano Amato :
”Siamo qui per effettuare un gesto apparentemente semplice, ma che in realtà rappresenta qualcosa di molto importante. Oggi abbiamo scelto cosa ricordare e quali valori affidare alla nostra comunità e alle generazioni che verranno. Ed è particolarmente importante e significativo che questo momento nasca da un percorso che ha avuto inizio alcuni mesi fa, in occasione della Giornata della Memoria. Un percorso che è partito dai nostri splendidi ragazzi qui presenti. Ricordo bene quella mattina del 26 gennaio. Le riflessioni degli studenti della scuola secondaria, la loro musica che ha accompagnato l’iniziativa e che ci ha ricordato come ascoltarsi e suonare insieme significhi costruire armonia e comunità. Ricordo le parole del video del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha richiamato tutti noi alla responsabilità di custodire la memoria come fondamento della nostra democrazia e della nostra Costituzione. Ma soprattutto ricordo il dono che ricevemmo dai ragazzi e le ragazze delle classi VA e VB della scuola primaria in coda a quell’incontro: un fascicolo di disegni, pensieri e riflessioni. In quelle pagine non c’era soltanto il frutto di uno studio per l’occasione. C’era sensibilità, c’era partecipazione, c’era il desiderio sincero di comprendere e di pensare a come rendere il mondo un luogo migliore partendo dalla nostra piccola realtà. E per questo scopo c’era una lettera che conteneva una richiesta ben precisa. Una richiesta che mi e ci ha colpiti profondamente e che oggi trova compimento. In quella lettera i bambini scrivevano una frase che portiamo con noi: “Vorremmo un giorno, quando saremo grandi, poter vedere realizzato tutto ciò e pensare con orgoglio: questo l’abbiamo voluto noi.”
Questo pannello è il frutto simbolico del lavoro silenzioso e prezioso delle nostre insegnanti e di tutto il personale scolastico, che ogni giorno accompagnano i giovani e le loro famiglie nel difficile ma bellissimo percorso della crescita. E non è casuale che questa installazione trovi posto proprio in un giardino pubblico. Un giardino è un luogo di incontro. Un luogo di gioco. Un luogo di vita. Un luogo frequentato dai bambini. Dove a Sergio e a milioni di altre vittime fu negato ed e’ negato il futuro, oggi scegliamo di affidare la sua memoria ai bambini che rappresentano il nostro futuro. Da oggi chi passerà da questo giardino leggerà quel nome. Forse qualcuno si fermerà a chiedersi chi fosse Sergio De Simone. Forse un genitore racconterà questa storia a un figlio. Forse una classe verrà qui per una lezione all’aperto. E così la memoria continuerà a vivere. Desidero quindi ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso: il Dirigente scolastico, le insegnanti, le famiglie. Ma soprattutto voglio ringraziare proprio questi meravigliosi ragazzi, i cui nomi sono scritti su quel pannello, che, con la loro sensibilità e la loro richiesta, hanno ricordato a tutti noi che il futuro si costruisce quando qualcuno trova il coraggio di immaginare qualcosa di migliore e qualcun altro decide di ascoltare per realizzarlo insieme. Da oggi questo luogo custodirà il nome di Sergio De Simone. Ma i nomi, da soli, non bastano. Sta a noi fare in modo che questo luogo custodisca anche il significato della sua storia e continui a trasmetterlo a chi verrà dopo di noi. Perché la memoria non è un esercizio rivolto al passato. È un impegno verso il futuro. È la promessa che facciamo ogni giorno di difendere la dignità umana, la libertà, l’uguaglianza e la pace. Ed è una promessa che oggi, grazie a loro, la comunità di Dicomano rinnova davanti a sé stessa e alle generazioni che verranno. Grazie”.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Giugno 2026












