MUGELLO – Andrea Tagliaferri, Enrico Carpini e Dmitrij Palagi commentano la risposta della Città Metropolitana di Firenze all’interrogazione depositata a giugno sull’Hub di Piazzale Montelungo.
Il 28 agosto la Città Metropolitana di Firenze ha risposto all’interrogazione depositata l’8 giugno sull’Hub di Piazzale Montelungo: conferma quello che denunciamo dal presidio dei pendolari dell’ottobre 2022 e che abbiamo ripetuto insieme, da tre livelli istituzionali diversi, il 22 maggio scorso.
L’amministrazione metropolitana si dichiara «pienamente consapevole delle criticità strutturali e gestionali che interessano l’Hub di Piazzale Montelungo fin dalla sua attivazione» e riconosce che «si riscontrano tuttora episodi di utilizzo improprio degli stalli TPL da parte di veicoli non autorizzati»: è la descrizione ufficiale del nodo che serve diciotto linee extraurbane.
Sugli standard minimi la risposta è ancora più netta. L’accordo fra Regione, Città Metropolitana, Comune e Autolinee Toscane, sottoscritto il 3 ottobre 2025, riguarda l’integrazione tariffaria e «non costituisce lo strumento idoneo per la definizione degli standard manutentivi o di sicurezza del nodo, afferenti ad altre competenze istituzionali». A maggio chiedevamo se quegli standard esistessero: ora sappiamo che non esistono e che, per chi ha firmato l’accordo, l’accordo non è la sede in cui scriverli. Resta da capire quale sia.
Un impegno, però, quel testo lo contiene: il Comune di Firenze si obbliga a verificare che il gestore mantenga «operativi e con decoro gli spazi per l’utenza presenti presso il nodo di interscambio». Senza parametri, senza penali e senza monitoraggio, ma c’è. Chiederemo quante di quelle verifiche siano state fatte dall’apertura a oggi e con quali esiti, perché la palina con gli orari sbagliati, la sala d’attesa chiusa e i bagni fuori servizio dovrebbero rientrare in quella clausola.
C’è poi il capitolo dei soldi. La quota che la Città Metropolitana versa per Montelungo e piazza Vittorio Veneto è di 115.840,44 euro l’anno, a fronte di 249.660 interscambi rilevati nel 2024, con impegni assunti sistematicamente a posteriori: risorse certe per il gestore, nessuna condizione di qualità per chi viaggia. Eppure l’accordo consente a ciascuna parte di chiedere la ridefinizione degli oneri e qualifica la violazione degli obblighi come grave inadempimento. Strumenti che esistono e che non ci risulta siano in uso, mentre l’accordo resta in vigore fino al 2032.
Non tutti i pullman che affollano il piazzale sono irregolari: una parte dei servizi commerciali che vi fanno capolinea (outlet, grandi punti vendita, alberghi) opera con autorizzazione della Città Metropolitana ai sensi dell’articolo 14 della legge regionale 42 del 1998, l’ultima delle quali risale al febbraio 2026. I flussi da governare sono tre, non due, questo immaginiamo non agevoli i controlli. Ricordiamo i numeri dati al Consiglio comunale di Firenze nell’aprile 2026: su 150 veicoli a noleggio con conducente contestati dalla Polizia Municipale, soltanto 4 casi integravano una violazione del Codice della Strada.
Palazzo Vecchio ancora non ha risposto per la sua parte.
Proporremo una carta dei servizi del nodo, con standard misurabili, penali e un tavolo di monitoraggio aperto ai comitati dei pendolari e ai territori serviti, attivando la clausola di riapertura dell’accordo. Chiederemo che la politica possa tornare a essere centrale, nella programmazione dei servizi e nella loro erogazione.
Andrea Tagliaferri – Territori Beni Comuni, Consiglio metropolitano di Firenze
Enrico Carpini – consigliere dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune, Consiglio comunale di Firenze
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 settembre 2026




