BARBERINO DI MUGELLO – In quest’ampia intervista Sara Di Maio racconta i primi mesi della sua esperienza da sindaco. I suoi programmi, il rapporto con la popolazione e con gli altri sindaci mugellani, le “incompiute” e i progetti futuri.
Di Maio, dopo sei mesi si può chiedere: com’è la vita da sindaco? Te l’aspettavi proprio così?
Confesso che non è esattamente come immaginavo. Sapevo che le mie giornate sarebbero state piene ed impegnative, certamente non noiose, ma è difficile immaginare quanto sia totalizzante fino al momento in cui non si prova. Nonostante la pressione è anche una sensazione positiva. Sento molto il senso di responsabilità, che è al contempo un peso, ma anche uno stimolo.
Quali sono i passaggi più faticosi, e quelli più gratificanti?
Colgo tanta positività dai momenti di contatto e confronto con le persone da cui si esce comunque sempre arricchiti. I momenti più faticosi sono certamente quelli che riguardano il lavoro dietro le quinte, la ricostruzione delle problematiche e il cercare soluzioni alle criticità cercando iter e tempistiche ragionevoli.
A volte ti rimproverano di incarnare troppo la continuità con la vecchia amministrazione, nuovi assessori a parte. Quali sono gli elementi di novità che hai introdotto o stai per introdurre?
Il fatto che il gruppo sia diverso non credo sia una cosa trascurabile ma che, anzi, rappresenti proprio l’elemento di novità, perchè le persone rappresentano storie, idee e obiettivi diversi. Come ho sempre detto il nostro è un progetto collettivo, che portiamo avanti insieme a tutta la giunta e al gruppo. Poi, è vero, nella nostra Amministrazione ci sono comunque degli elementi di continuità che rivendico con orgoglio.
Quali sono i principali contenuti, le caratteristiche salienti del nuovo bilancio di previsione?
Nonostante i sempre più pesanti tagli imposti dal governo centrale siamo riusciti a mantenere inalterati gli investimenti in ambito culturale così come per la parte socio-sanitaria. La parte più importante è certamente rappresentata dal piano triennale delle opere.
Quali i principali investimenti previsti?
Sono, infatti, stati inseriti i lavori di efficientamento energetico della Scuola Don Milani e del Teatro Corsini, la rigenerazione dell’Oasi di Gabbianello, investimenti sugli impianti sportivi (efficientamento energetico e realizzazione nuove strutture), il progetto sulle piste ciclabili urbane (anello di mobilità), la realizzazione del Circolo Velico, la realizzazione di “Hub sportivi” sul Lago di Bilancino, la realizzazione dell’Area Eventi Andolaccio, il progetto delle “Mura di Galliano”. Si tratta di investimenti che riguardano la vita dei cittadini, ma anche, molto, lo sviluppo turistico e la valorizzazione del nostro lago.
Sul piano economico, come sta il Comune di Barberino?
Il bilancio del nostro Comune è un bilancio sano. Purtroppo i progressivi tagli ministeriali mettono in difficoltà sia i possibili investimenti che i servizi. Servirebbe, da parte dello Stato, anche una revisione delle regole sull’accantonamento che ci porta oggi ad immobilizzare quantità sproporzionate dei nostri fondi, una parte dei quali potrebbero essere investite a beneficio della comunità.
E sul piano organizzativo e dei servizi comunali cosa ti soddisfa meno, su cosa pensi ci sia da intervenire e magari da cambiare?
Credo che il nostro Comune eroghi già servizi di un buon livello; come tutto, certamente migliorabili. Il lavoro che facciamo ogni giorno assieme a chi lavora in Comune e chi gestisce gli Uffici è proprio quello di ascoltare le esigenze dei cittadini e cercare di dare una risposta anche a quelle che sono le mutate necessità.
Negli ultimi anni sul tavolo del Comune di Barberino si sono accumulati molti progetti in gran parte o abortiti, o ancora “incompiuti” o che si muovono a passo lento.
Bilancino, riconosciamolo, non è mai decollato come quel “volano dello sviluppo del Mugello”, che tutti attendevano fosse.
Cafaggiolo sembra diventata la novella dello stento…
L’area Fratini è ancora lì, vuota e inutilizzata
Le opere compensative della variante di valico sono ancora da completare…
Del Museo Vangi si parla da un decennio, fin quando il grande scultore barberinese era in vita e intenzionato a lasciare una collezione ancor più significativa di quella che adesso è arrivata.
Sono apparsi progetti di rilevante valore, dal mega parco giochi, alla sezione dell’Accademia di Belle Arti, che son rimasti subito lettera morta.
In questa sede non ti chiedo una spiegazione approfondita di ciascun progetto. Ma quale lettura dai, come spieghi questa mole di progetti e iniziative incompiute o solo parzialmente realizzate?
Se parliamo di sviluppo del territorio è importante chiarire che l’attuazione o meno dei progetti non dipende solo dalla parte pubblica. Inoltre, soprattutto per comuni delle nostre dimensioni, è importante spesso la condivisione anche con gli enti sovraordinati (Città Metropolitana, Regione…). In caso contrario, difficilmente i progetti hanno possibilità di essere realizzati. In questo contesto, i ruoli principali che riveste l’ente locale sono sia quello di provare ad intercettare eventuali linee di finanziamento per progetti su cui si ritenga di voler investire, che quello di dare risposta tempestiva a progetti che si ritengano utili per lo sviluppo del territorio, che, ultimo ma non meno importante, quello di condividere una strategia con tutti i soggetti che possano aiutarci a raggiungere quelli che sono i nostri obiettivi in questo senso. E questo è quello che certamente faremo nei prossimi cinque anni. Decisivo comunque è avere un’idea di sviluppo, una visione del proprio territorio, insomma un obiettivo da perseguire con investimenti propri o comunque con le politiche comunali e sovra comunali. La nostra idea è quella di continuare il lavoro di adeguamento e riqualificazione degli spazi pubblici, di farli vivere con iniziative culturali e non solo con attenzione all’inclusione, in tutte le sue forme, e di sviluppare l’offerta turistica.
Parliamo allora di progetti concretizzabili. A che punto siamo con le opere finanziate dal Pnrr?
Come ben sapete il nostro Comune è stato molto penalizzato nell’assegnazione dei fondi PNRR a causa dell’indice di vulnerabilità sociale (così si chiama questo parametro preso a riferimento per molti fondi pnrr) basso. Un meccanismo matematico certamente non premiante per noi. Comunque abbiamo già un’area workout sul lago, mentre i lavori per la “Rigenerazione urbana di Galliano” sono in corso e pressoché in linea con la tabella di marcia, e i lavori all’ “Aula Viola” (progetto SDS finanziato PNRR) sono in procinto di partire e comunque in linea con le tempistiche stabilite.
E a proposito di opere da fare, ce l’hai un sogno nel cassetto?
Rimango molto con i piedi per terra. Quello che vorrei è, tra cinque anni, avere raggiunto tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati nel programma elettorale e aver tenuto fede all’impegno preso con i cittadini di Barberino.
A prescindere dalle opere, comunque, vorrei lavorare sul rapporto con i cittadini e con le associazioni per rafforzare la rete sociale del nostro comune e costruire insieme progetti che migliorino la qualità della vita delle persone. Lavorare insieme sulla cultura diffusa, sull’inclusione e sulla partecipazione.
Come avverti il tuo rapporto con la popolazione? Sei soddisfatta? Si può fare di più? Ci sono errori da evitare?
Sono molto contenta del rapporto che ho con i cittadini, lo sono sempre stata e devo dire che l’essere diventata Sindaca non ha cambiato niente in questo rapporto che è rimasto e rimarrà, almeno per quanto mi riguarda, trasparente, sincero, vicino, collaborativo e partecipativo. Credo sia alla base di tutto èd è il principio che mi guida nel mio impegno pubblico.
In questo, penso sarà molto importante anche quello che ognuno dei membri dell’Amministrazione (consiglieri e componenti della giunta n.d.r.) potrà fare e potrà dare con i propri riferimenti e le proprie competenze all’interno della comunità.
Credo anche che il rapporto con le persone debba costantemente essere coltivato, per questo lavoreremo cercando la condivisione ed il dialogo con i cittadini per raccontare i progetti in corso, ascoltare le criticità e cogliere insieme le opportunità.
Le ultime domande, dedichiamole alla politica e al Mugello.
Che giudizio dai anzitutto sulla situazione politico-amministrativa mugellana? L’Unione montana funziona a sufficienza? Dovrebbe far di più e cosa? E come vincere questa tendenza del “ognun per conto suo” che spesso pare riaffiorare?
Intanto nessun giudizio. Non sono abituata a darne. Con le Amministrazioni degli altri Comuni c’è un approccio molto positivo nel cercare di lavorare insieme: confronto e coordinazione con rispetto reciproco politico e amministrativo. Un buon clima di cui sono molto felice, che ci fa lavorare con la giusta serenità e che fa ben presagire per il prossimo futuro. L’Unione dei Comuni riveste un ruolo strategico e insostituibile in molti frangenti amministrativi e politicamente è la chiave per il bene del territorio tutto. Siamo solo all’inizio di un percorso che spero e credo potrà portare benefici al Mugello con un lavoro comune.
Infine, il tuo partito. In alcuni comuni il PD ha visto fortissimi contrasti interni e clamorose rotture, in altri, come vita associativa e di partecipazione, sembra pressoché scomparso. Come vedi la situazione, cosa ti preoccupa di più e come se ne esce?
Purtroppo il basso livello di partecipazione non è un problema solo del Partito Democratico ma è, in generale, una preoccupante deriva di disinteresse alla vita pubblica. E questo si, un po’ spaventa.
In realtà il Partito Democratico ha dimostrato che dove ha saputo aprirsi non solo ha ottenuto consensi, ma ha fatto rete e creato nuovi spazi, avvicinato energie nuove. Credo si debba ripartire da qui e forse guardare più in avanti che indietro, più coscienti di quello che tutti siamo oggi e meno nostalgici di quello che eravamo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 gennaio 2025







