MUGELLO – C’è anche un po’ di Mugello nella polemica scoppiata tra la Condotta “Slow Food” del Valdarno e Confagricoltura Toscana.
Perché tra i 500 ettari di terreno recentemente destinati alla coltivazione delle nocciole, ce ne sono alcuni anche mugellani. In particolare alberi di nocciolo sono stati piantati nella zona di Rupecanina, a Vicchio. E’ un progetto regionale che prevede di dare risposte alle esigenze di Perugina e Ferrero, che vorrebbero non ricorrere più alle produzioni turche, e utilizzare nocciole “made in Italy”.
Quello di Rupecanina, in terreni di proprietà Frescobaldi, è un noccioleto che ha un’estensione di 25 ettari. Ma pare che in altre zone del Mugello ci si stia preparando a piantumare noccioli.
La polemica è sorta in Valdarno, con “Slow Food” che ha messo sotto accusa il progetto promosso da Confagricoltura e da Ferrero per destinare 500 ettari di terreni alla coltivazione delle nocciole, perché questo metterebbe a rischio la biodiversità e l’ambiente nel suo complesso”.
Secca la risposta di Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana: “La sostenibilità è la chiave per costruire l’agricoltura di domani: ne siamo pienamente convinti e crediamo che sia la leva principale da attivare per favorire il ricambio generazionale e l’efficacia economica delle nostre aziende agricole. Ci lascia a dir poco perplessi chi pretende di subordinare la libertà di impresa non alla reale tutela dell’ambiente, ma a prese di posizione ideologiche e prive di riscontri oggettivi”.
“Ben venga in Mugello questo tipo di colture -aggiunge Giacomo Matteucci, funzionario mugellano di Confagricoltura- . Danno occupazione, sono colture alternative. E i nostri agricoltori sono alla ricerca di colture diverse, anche perché quelle tradizionali, a cominciare dal grano, sono devastate dai cinghiali. Del resto se in Mugello si seminasse solo grano non sarebbe bello, e avere un po’ di tutto anche paesaggisticamente è la scelta più giusta. La campagna ordinata e varia è bella e tipica della Toscana. E confermo che verso i noccioleti c’è molta attenzione da parte di altre aziende locali”.
Così, tra breve, anche la Nutella potrà essere un po’ mugellana….





5 commenti
Non solo la Nutella ma tantissimi altri prodotti a base di nocciole di grande tradizione italiana.
Mi sembra un’ottima cosa.
Ferrero impone criteri di conduzione dei noccioleti con un impatto ambientale devastante a motivo dell’utilizzo ripetuto e abbondante di pesticidi altamente tossici anche per l’uomo.
Ci sono prove documentate di questa affermazione?
Tutte le colture da frutto a profitto sono molto impattanti dal punto di vista ambientale per come vengono trattate al tempo odierno, bada passare l’appennino e arrivare in Romagna…frutteti a non finire riempiti di ogni tipo di trattamento, per gli agricoltori che non hanno né voglia né passione nellimpeganrsi in una nuova agricoltura alternatva,dovranno usare per forza grandi quantitativi di pesticidi e anticrittogamici per avere profitti poiché malattie e insetti nocivi stanno dilangando soprattutto per gli ultimi inverni miti! E questo è routine per qualsiasi campo dell’agricoltura ormai che sia frutto ortaggio o cereale!
Andiamo su argomenti chimici magari bisognerebbe chiedersi perche’l atmosfera e malata se c’e’richiesta di nocciole mettiamo le nocciole come il vino in Toscana(del quale siamo maestro) possiamo diventare oroduttori di nocciole DOCG chi lo sa’chi vivra’vedra’,,,,