MUGELLO – Nell’appuntamento di questa settimana con Il Filo di Perle, Giampiero Giampieri riflette sulla fede condividendo con noi uno scritto di Messori tratto da “Ipotesi su Gesù”
È singolare: la misura del tempo finisce con Gesù e da lui riparte. Eppure egli sembra nascosto.
O lo si trascura o lo si dà per già noto.
Neppure preti, pope, pastori ne parlano molto. È vero: ogni domenica accennano a lui in qualche milione di prediche, omelie, sermoni.
Ma sembra troppo spesso che per loro la fede in lui non costituisca un problema. Piuttosto, un dato di fatto. Si costruiscono complesse architetture sui vangeli; ma pochi scendono con chi li ascolta in cantina per vedere se le fondamenta ci sono davvero. Pochi cercano di saggiare se ancor oggi è solida la pietra angolare su cui dicono poggino la loro fede e le loro chiese.
Nella intera storia degli uomini, questo è il solo uomo cui sia mai stato associato senza mediazioni il nome di Dio. Ma a questo scandalo inaudito molti debbono essersi abituati. Lo danno per scontato. È come se l’incenso (ha osservato un impertinente) li avesse ormai intossicati.
Dice un detto “segreto” attribuito a Gesù da un vangelo apocrifo: «Chi si stupisce regnerà». Molti sembrano aver perduto il dono dello stupore.
Da Vittorio Messori,”Ipotesi su Gesù”, SEI, settembre 1976
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 maggio 2026


