MUGELLO – Oggi il “Filo di Perle” curato da Giampiero Giampieri propone una riflessione di Michail Gorbaciov apparsa in un articolo su La Stampa ventiquattro anni fa, ma che suona ancora molto attuale.
“Ricordo che alla vigilia dell’inizio di quella fase effimera della storia chiamata post-Guerra Fredda furono legate molte speranze e molte idee innovatrici. Si parlava allora della necessità di creare un nuovo sistema di relazioni internazionali che fosse all’altezza della «perestrojka del mondo intero”. I mutamenti del quadro europeo rappresentavano la conferma che quella era la direzione di marcia. La nascita dell’Europa non era forse il migliore esempio? L’unificazione della Germania non aveva aperto una pagina nuova nella storia europea? C’era stata la Conferenza di Vienna per la riduzione delle forze armate e degli armamenti convenzionali. C’era stata la Conferenza di Parigi, che aveva posto le basi per una nuova sicurezza del vecchio continente e del mondo. Era stata evidenziata la necessità di una riforma della Nato e del Patto di Varsavia. Era stata posta all’ordine del giorno l’eliminazione delle armi nucleari, e poi di quelle chimiche e batteriologiche. Dopo la fine dell’Urss questi processi positivi furono interrotti. Subentrò in molti circoli occidentali l’euforia della vittoria, tanto più gradita quanto meno prevista. Si perdette tempo prezioso nelle infinite celebrazioni del trionfo sul comunismo. E si perdette di vista la complessità del mondo, i suoi problemi, le sue gravissime contraddizioni. Si dimenticò la povertà e l’arretratezza, ci si preoccupò di ricavare il massimo vantaggio dagli squilibri esistenti invece che cercare di ridurli, di controllarli. Ci si dimenticò della necessità di costruire un nuovo ordine mondiale, più giusto di quello che ci si era lasciato alle spalle.
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In altri termini potremmo trovarci sull’orlo di una guerra tra paesi che dispongono di armi nucleari. La limpidezza della lotta contro il terrorismo non può inoltre essere offuscata da calcoli politici e geopolitici il cui scopo è di accontentare questo o quel leader regionale, questo o quell’interesse particolare. Meno che mai sarebbe legittimo paludarsi della lotta contro il terrorismo per moltiplicare il controllo di Stati e territori stranieri e per estendere aree d’influenza. Indipendentemente dalle operazioni militari bisogna affrontare subito un esame realistico della situazione mondiale, che abbia all’ordine del giorno la governabilità del pianeta, la creazione di istituzioni sovrannazionali adeguate, la riforma di quelle esistenti, con il più ampio consenso di civiltà e culture e non solo nell’interesse dei più forti, com’è avvenuto fino a ieri.
Da Michail Gorbaciov, articolo su La Stampa del 3 novembre 2001
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 luglio 2025


