MUGELLO – Parlare di comunità è difficile, in una società sempre più divisa, dove prevale l’egoismo individuale. Sono dunque preziose questi pensieri del Card. Martini, proposti oggi dal “Filo di Perle” curato da Giampiero Giampieri.
Mi pare utile a questo punto proporre una sintesi per far emergere quell’immagine di comunità che risalta dall’intero discorso del capitolo 18 del Vangelo di Matteo.
Per prima cosa è una comunità dove la fraternità è veramente vissuta, anche superando litigi inevitabili. Secondo: è una comunità nella quale i più piccoli, coloro che contano meno, sono tenuti in più grande onore. Terzo: è una comunità che ha delle regole che vanno osservate, per le quali esistono anche sanzioni, quindi una comunità seria. Quarto: è una comunità dove soprattutto occorre continuamente perdonarsi e cercare chi si è smarrito e far festa per chiunque ritorni. È una comunità, l’abbiamo osservato in un versetto centrale, in cui Gesù sta nel cuore e con la forza delle sua risurrezione rende possibile questo miracolo di amore che è la comunione nella fede e nella carità. Una comunità conscia delle sue debolezze, che non si spaventa delle sua fragilità, perché certa del continuo perdono del Signore. Proprio questo tipo di comunità è quello che dobbiamo sforzarsi di costruire ogni giorno tra noi, a partire dalla famiglia, passando per la parrocchia e per la diocesi fino all’intera società. Questa visione ci dà coraggio anche di fronte ai conflitti più gravi del nostro tempo: siamo certi che l’odio è destinato ad essere sconfitto dall’amore e la vendetta sarà vinta dal perdono, ma dipende anche dal cuore di ciascuno di noi.
Da Carlo Maria Martini, Riconciliarsi, Milano 2014
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 ottobre 2025




