MUGELLO – Le perle vanno scovate, anche in luoghi sorprendenti. Ed ecco a sorprenderci la nitida testimonianza del regista Martin Scorsese. Ce la propone “Il Filo di Perle” di oggi.
Crescendo nelle strade, ho cominciato a capire che avere fede non era una cosa da vivere solamente all’interno della chiesa: non hai fede dentro la chiesa, dentro l’edificio e poi, invece, quando vai in strada è diverso. Non è così: deve essere vissuta nella vita quotidiana. Bisogna lavorare sull’imitazione di Cristo al di fuori del perimetro della chiesa. Ecco, vivevo in tensione tra la strada e la chiesa. Mi chiedevo: come si può vivere la fede in un mondo così conflittuale fatto di violenza e tensioni? Così ho imparato che cosa è la fede, poi l’ho persa, poi ho dubitato, poi sono tornato alla fede. Oggi, a distanza di tempo e guardando alla mia vita, ammetto di aver ricevuto il dono di saper girare film, e pure il dono di riuscire a trovare la fede in quello che faccio. È un dono di Dio. E mi rendo conto che si tratta di un dono potente perché coi film tocchi la sensibilità di moltissima gente. Ultimamente ho cominciato a capire, dopo un periodo di oltre trent’anni, o forse di più, che la mia è più che una «convinzione» nella fede: è una «fiducia» nella fede. Ho fiducia di aver fede. Ci sono dubbi, ma la mia è stata una ricerca costante, è stato un costante tentativo di vivere con fede. La sua onda ti accompagna durante il giorno, nella stanza buia in cui stai cercando di accendere la luce: è una questione di fiducia. Quando ero ragazzo mi ero accomodato nei rituali in chiesa, ma no: ho capito che la chiave della fede è fuori dall’edificio. La chiave è considerare la fede come la forza più importante che guida la tua vita. Fuori, non dentro.
Martin Scorsese, intervista su Avvenire on-line del 16 agosto 2024
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 agosto 2024




