MUGELLO – Stavolta per il “Filo di Perle” Giampiero Giampieri mette in campo un personaggio molto noto a Borgo San Lorenzo. Che racconta con commozione un episodio per certi versi strordinario.
Quando ero a Casetta, nei giorni più tremendi e difficili, il Cardinale Dalla Costa aveva saputo che ero particolarmente preso di mira dai tedeschi che mi consideravano capo dei partigiani, da un giovane di San Felice in Piazza, arruolato nel battaglione Muti.
Preoccupato per il pericolo che stavo correndo, il cardinale mi aveva scritto una lettera in cui mi chiedeva di abbandonare la parrocchia e tornare a Firenze.
Questa lettera mi aveva fatto piacere perché era un segno dell’affetto e della paterna premura che l’Arcivescovo aveva per i suoi sacerdoti, ma non avevo obbedito a quell’ordine.
Ero appena entrato in Arcivescovado che, avvertito del mio arrivo, il Cardinale dette ordine di farmi salire immediatamente.
Divorai quello scalone con la stessa velocità con cui salivo le mie montagne.
Il santo Vescovo era sulla porta del suo studio e mi aspettava.
Mi fece entrare, visibilmente commosso, e, con mia grande sorpresa e confusione, mi si inginocchiò davanti, chiedendo il mio perdono per avermi invitato ad abbandonare quel gregge che proprio lui mi aveva affidato.
Ci ritrovammo l’uno nelle braccia dell’altro e la dolcezza di quell’abbraccio – l’abbraccio di un santo – me la sono sempre portata con me e non la potrò mai dimenticare.
Quell’attimo mi ripagò di tutte le sofferenze, privazioni e paure che avevo subito durante quel triste periodo della guerra.
Da Rodolfo Cinelli, “Per non dimenticare Casetta di Tiara”
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 luglio 2024







1 commento
Ancora un immenso grazie a Don Rodolfo per il coraggioso amore nei confronti del suo popolo, ampiamente dimostrato anche nel nostro paese.
Un grazie a Giampiero per averci fatto partecipi di questa commovente perla.
Francesco