MUGELLO – Il “Filo di Perle” di questa settimana ci porta a riflettere, con uno scritto profondo di Herman Hesse
Aveva anche imparato che i malati e gli infelici accettano molto più volentieri formule magiche, tradizionali o inventate, che consigli ragionevoli; aveva visto che l’uomo preferisce accettare disagi e penitenze esteriori, anziché mutarsi intimamente o soltanto fare un esame di coscienza, e che è più proclive ad avere fede nella magia che nella ragione, nelle formule che nell’esperienza: tutte cose che nelle migliaia d’anni passate da allora non sono probabilmente mutate quanto asseriscono certi libri di storia. Aveva però imparato che l’uomo intelligente e studioso non deve perdere l’amore, deve andare incontro senza superbia ai desideri e alle stoltezze degli uomini, ma senza lasciarsene dominare, che dal savio al ciarlatano, dal sacerdote all’imbroglione, dal fratello soccorrevole allo sfruttatore parassita non c’è che un passo e che la gente preferisce in fondo pagare un furfante, lasciarsi gabbare da un ciurmatore invece di accettare un aiuto gratuito e disinteressato.
Da Herman Hesse, Il giuoco delle perle di vetro
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 maggio 2025






